Maxi truffa sui migranti un reggiano tra gli indagati
Perquisiti in totale 16 centri di accoglienza, fra i quali uno gestito da Ballarò L’accusato si difende: «Sono tranquillo. Giusto che venga fatta chiarezza»
Dopo le perquisizioni effettuate mercoledì mattina dalla Guardia di Finanza di Ferrara, sono scattati gli avvisi di garanzia per i responsabili di sedici centri attivi nell’accoglienza dei migranti a Ferrara e provincia. Tra di loro c’è anche il reggiano Massimiliano Lombardo, 42 anni, originario di Palermo, presidente della cooperativa Ballarò che a Reggio Emilia gestisce l’ostello della Ghiara. Oltre a gestire ostelli in Toscana, in Sicilia e, in Emilia Romagna, non solo a Reggio ma anche a Ferrara.
A Reggio Emilia, la cooperativa Ballarò fa parte insieme a Ceis e Papa Giovanni della rete provinciale di cui capofila è la Dimora d’Abramo, chiamata a favorire l’inserimento dei rifugiati inseriti nei progetti di accoglienza straordinaria e di quelli inseriti nei percorsi Sprar. Ed è proprio l’ostello della Ghiara uno dei luoghi in cui vengono distribuiti i migranti, una volta arrivati a Reggio Emilia, prima che venga intrapreso il percorso previsto dal protocollo e che i migranti trovino una nuova sistemazione in appartamento.
L’OPERAZIONE
Settanta i finanzieri che hanno preso parte alle perquisizioni dell’altra mattina. Le investigazioni mirano ad acquisire elementi e documenti comprovanti abusi sulla rendicontazione dei servizi erogati ai migranti da parte delle strutture dell'accoglienza che operano nella provincia di Ferrara, con conseguente danno alle casse pubbliche. Il costo dell'ospitalità nella sola provincia di Ferrara sfiora i 20 milioni di euro l'anno. Il sospetto – spiega la Guardia di Finanza – deriva da indagini già svolte nel settore che hanno messo in evidenza la fragilità della gestione economico-finanziaria del sistema d'accoglienza affidato prevalentemente a soggetti formalmente costituitisi in cooperative onlus.
L’Indagine
Da qui l’indagine della magistratura, con ipotesi di reato di falso e truffa allo Stato, coordinata dal pubblico ministero Andrea Maggioni, sfociata nelle perquisizioni da parte della Guardia di Finanza a carico di 16 gestori che complessivamente, al 3 ottobre scorso, risultavano avere in carico gran parte (831 su un totale di 910) dei richiedenti accolti nel territorio.
La REPLICA
«Sono fuori regione e non ho ancora avuto la notifica degli atti così come non ho potuto vedere le carte. Ho però già un appuntamento fissato per domani (oggi, ndr) con la Finanza a Ferrara. Detto questo, mi sento tranquillo». Così Massimiliano Lombardo, presidente della cooperativa Ballarò, contattato ieri sera telefonicamente. «Posso dire – prosegue Lombardo – che abbiamo sempre fatto il nostro lavoro con la massima diligenza. E vedo questa indagine anche come un modo di fare chiarezza. Nel senso che sempre più spesso la politica così come l’informazione, sul tema della gestione dei migranti, si basano su luoghi comuni. Ora è giusto che la magistratura faccia le sue indagini in modo che, se c’è qualcuno che davvero ha lucrato sui migranti, sia perseguito e punito. Ma da parte nostra, ripeto, anche se non posso mettere la mano sul fuoco per tutti, c’è la massima serenità». «Giusto per andare nel cuore dell’indagine – conclude Massimiliano Lombardo – se il lasso di tempo considerato è quello che mi è stato riferito, posso tranquillamente affermare che in quello stesso periodo abbiamo avuto meno ospiti di quanti ce ne fossimo aggiudicati con la gara». —
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