Nel nuovo libro di Ariosi la storia dell’arte locale
NOVELLARA. Domani, alle 16.30 nella sala civica nella Rocca, verrà presentato l'ultimo libro di Vittorio Ariosi, collaboratore della Gazzetta dal titolo “Segni dall'arte e del tempo a Novellara”.
È un racconto di quasi venti secoli di arte e di artisti in una piccola città padana, con un passato da capitale di un Stato piccolo ma indipendente: la prima e più longeva fra le piccole signorie gonzaghesche dopo Mantova, per tre secoli e mezzo governata con saggezza e lungimiranza dai Gonzaga di Novellara e Bagnolo. Una dinastia che ha basato il proprio prestigio non sulle armi, ma sull'accortezza diplomatica, su un patrimonio ricco di opere d'arte e sulla presenza, con chiese e conventi, di alcuni fra i più prestigiosi ordini religiosi. A partire dalla più grande casa di probazione dei Gesuiti della regione.
Il volume è pensato non come un libro di storia da studiare, con le note a fine pagina e a fine capitolo e il regesto, ma come un libro da leggere come un romanzo, documentato ma senza pretese esaustive. Scritto con l'intenzione di cominciare a porre rimedio ad una annosa lacuna: Novellara è “città d'arte” ormai da molti anni, per il suo patrimonio di storia e d'arte. Gli storici locali, in buon numero e di valore, hanno in questi anni pubblicato diversi e validi libri di storia locale, ma sempre su temi e periodi circoscritti.
Il libro di Ariosi è il primo che racconta tutta la storia dell'arte e degli artisti novellaresi in termini cronologici, dalle origini romane ai giorni nostri. Con particolare attenzione per la grande stagione di Lelio Orsi e dei Gonzaga e per la deprecata spogliazione perpetrata dagli Estensi nei confronti dello straordinario patrimonio d'arte e di emergenze architettoniche ereditato dopo la fine della dinastia gonzaghesca. A presentare il libro, oltre all'autore, ci saranno la sindaca Elena Carletti, il direttore di Telereggio Mattia Mariani, l'ex sindaco Sergio Calzari, il neurochirurgo Marco Ruini. Nell'occasione saranno esposte anche opere di Luigi Camellini e Giovanni Parmiggiani e verrà proiettato un video di Mauro Storchi. —
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