Gazzetta di Reggio

Reggio

val d’enza 

Scandalo vigili nel mirino della Corte dei Conti

T.S.
Scandalo vigili nel mirino della Corte dei Conti

Aperto un procedimento dall’organo di controllo dello Stato per verificare se si è concretizzato un danno erariale 

2 MINUTI DI LETTURA





VAL D’ENZA. Parallelamente alle indagini della Procura, c’è anche un procedimento aperto dalla Corte dei Conti sullo scandalo che ha travolto la polizia municipale della Val d’Enza.

CONTROLLO DELLO STATO

L’obiettivo dell’organo di controllo è di appurare se in questa clamorosa vicenda vi sia stato o meno un danno erariale. Due i reati ipotizzati che potrebbero sfociare in un provvedimento della Corte dei Conti. In primis la truffa aggravata ai danni dello Stato, perché – secondo il pm Valentina Salvi – Tito Fabbiani ed Annalisa Pallai o timbravano il cartellino, trovandosi altrove, oppure figuravano in comando, ma facevano altro: come accudire la figlia neonata, cambiarle il pannolino sui tavoli e affidarla ai colleghi. In seconda battuta l’uso privato di una pattuglia (un’auto Mazda CX3) da parte dell’ex vice comandante Fabbiani con l’avallo della comandante Cristina Caggiati. Un acquisto a spese dell’Unione, quindi soldi pubblici che, lungi dall’essere un’auto di servizio (con colori civili), usava solo Fabbiani , con tanto di seggiolino per la figlia.

PRESTO IN AULA

Il pm Valentina Salvi – titolare della delicata inchiesta – non solo ha completato le indagini, ma ha chiesto il giudizio immediato ritenendo di avere in mano prove schiaccianti sui tre vigili finiti nel mirino. Una decisione del magistrato inquirente che farà “saltare” l’udienza preliminare, portando direttamente gli imputati nel cuore di un procedimento. I tre vigili sono tutt’ora sospesi dal servizio.

LE IMPUTAZIONI

Sul vice comandante Tito Fabbiani (56 anni) pendono una sfilza di accuse: abuso d’ufficio, truffa, concussione per induzione e maltrattamenti. È nei guai per aver usato privatamente una pattuglia (un’auto Mazda CX3) comprata con l’avallo della comandante Cristina Caggiati, di aver mobbizzato i colleghi e aver usato il comando dei vigili per scopi privati (era soprannominato ironicamente “casa Fabbiani”) assieme alla compagna ed agente di polizia municipale 46enne Annalisa Pallai. Quest’ultima sarebbe accusata solo di truffa. Infine le imputazioni al comandante Caggiati: abuso d’ufficio (in concorso con Fabbiani per la vicenda dell’auto di servizio) e omessa denuncia. Questa svolta giudiziaria è divenuta pubblica sulla scia di un comunicato diffuso dall’Unione Val d’Enza e firmato dal presidente Paolo Burani. —

T.S.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google