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Tronchi e detriti nell’alveo del Tresinaro

Adriano Arati
Tronchi e detriti nell’alveo del Tresinaro

Timori per le piogge della prossima primavera. A rischio la parte a nord del ponte di Riana dove i lavori si sono fermati

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CARPINETI. Un tratto di torrente da sistemare, per evitare futuri problemi. Si trova nella parte iniziale del Tresinaro, corso d’acqua che nasce nella zona del Fosola e poi attraversa il territorio di Carpineti per arrivare a Baiso, Viano, Scandiano, Casalgrande e Rubiera, dove si immette nel Secchia. Assieme al Dolo, è il principale affluente dello stesso Secchia.

detriti nell’alveo

Nell’area carpinetana attorno a San Donnino, vi sono diversi punti delicati, segnalati da un appassionato di ambiente che vi passa spesso a piedi. Nell’alveo sono presenti detriti organici, tronchi, rami e resti di piante e cespugli, che si stanno accumulando progressivamente. Ai lati, vi sono piccoli smottamenti e pareti terrose piuttosto fragili, che potrebbero “cedere” in caso di maltempo intenso, ostruendo ulteriormente le acque e generando tracimazioni.

rischio primavera

In questo periodo dell’anno la situazione è sotto controllo, in una zona umida come quella di San Donnino ci sono già le prime ghiacciate e il Tresinaro non è alla massima capienza. In primavera, con lo scioglimento delle nevi e le classiche piogge stagionali, la questione potrebbe cambiare. Al proposito, va ricordato che l’estate scorsa buona parte della pedecollina reggiana è stata distrutta da tempeste improvvise segnate da quelle che oggi vengono chiamate “bombe d’acqua”, che hanno provocato esondazioni anche in piccoli rii solitamente tranquillissimi.

Il tratto del Tresinaro è separato dal piccolo ponte di Riana, di fronte alla chiesa di San Donnino. La zona valle, che porta sino al Cigarello, è stata sistemata pochi mesi fa grazie ad un intervento della Bonifica Emilia Centrale all’interno di un apposito bando dell’Atersir, l’Agenzia territoriale dell'Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti. Gran parte dei detriti sono stati rimossi, i lati dell’alveo sono stati stabilizzati e alcune piante potenzialmente a rischio sono state tagliate. Dopo la segnalazione, anche il Comune di Carpineti ha fatto verifiche, e ora per completare l’opera manca solo il ritiro di una parte di legna accatastata, che verrà usata per pallet da riscaldamento. La zona delicata è quella a monte del ponte, dove ci sono tronchi, materiali organici e smottamenti fermi da anni.

Perché l’intervento si è fermato al ponte? Il bando Atersir comprendeva una zona precisa, che si fermava proprio a San Donnino. L’area a monte è demaniale, di competenza dell’ex genio civile, oggi passata alla nuova Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile. E da lì si dovrà ripartire, in attesa magari di un nuovo bando. —

Adriano Arati

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