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cultura e solidarietà 

Un concerto fra religioni per superare le differenze

Luigi Vinceti
Un concerto fra religioni per superare le differenze

L’evento musicale si svolgerà domenica 16 dicembre nell’aula magna di Unimore Ampia la partecipazione delle comunità cristiane, ebraiche e islamiche di Reggio

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La musica può unire anche ciò che lingua, ideologia, costumi, religione, dividono. È sulla base di questa convinzione che si svolgerà un evento capace di accomunare appartenenti a gruppi ebraici, cristiani e musulmani. L’appuntamento è per domenica 16 dicembre alle 16.30 nell’aula magna di Unimore, in viale Allegri.

l’idea

Il progetto, che affianca rappresentanti di tre comunità religiose monoteiste, è titolato “Alif Aleph, Alfa – Innalziamo le nostre voci, giubilando, a Dio!” e si presenta come una sorta di laboratorio di vicendevole conoscenza in vista di successive manifestazioni per approfondimenti di carattere didattico.

Ieri l’annuncio nella sala Rossa del Comune con la partecipazione di delegati dei tre gruppi promotori dell’incontro, che impegna l’amministrazione e la Fondazione solidarietà reggiana. Coinvolti altri sei Comuni della provincia e nutrito è l’elenco degli sponsor e la rappresentanza di collaboratori: comunità ebraiche di Modena, Reggio, Bologna, Ferrara, Cappella musicale della cattedrale di Reggio Emilia, centri islamici reggiani, Centro interculturale Mondinsieme, Istoreco, e la Fondazione per la collaborazione fra i popoli presieduta da Romano Prodi. Concreti anche gli appoggi della diocesi e del museo diocesano, del Fai, della Fondazione Manodori, di Italian classics, dell’Istituto superiore di studi musicali Peri-Merulo e della Cappella Regiensis.

Oltre una ventina, infine, coloro che hanno garantito disponibilità e collaborazione ed i loro nomi sono indicati nell’opuscolo del programma stampato dall’associazione Cappella musicale san Francesco da Paola. La collaborazione concertistica è fondata sull’idea del reciproco ascolto e dello scambio culturale-religioso.

oltre le differenze

Un invito ad incontrarsi per conoscersi – ha premesso l’assessore alla Città internazionale, Serena Foracchia – che dà inizio ad un viaggio che offre la possibilità di incrociare valori e «va direttamente al cuore, quali che siano gli occhiali con cui si guarda».

Il suo commento ha trovato il convinto appoggio degli altri convenuti, da Cristina Miriam Chiaffoni (cantante di origine ebraica e artista nel concerto), a don Matteo Bondavalli, presbitero cattolico e responsabile per la musica sacra della diocesi di Reggio-Guastalla, da Abdelhakim Bouchraa in rappresentanza dei centri islamici ad Alessandro Ovi, vicepresidente della Fondazione Solidarietà Reggiana.

La suggestione dell’ascolto ha mobilitato tutti, e il cantare insieme ha trovato adesione nei singoli e nei gruppi. Perché «un percorso comune equivale a tanti fiumi che convergono al mare, che diventa per tutti segno della Pace». Renato Negri, direttore artistico della rassegna Soli Deo Gloria, organi, suoni e voci della città, ha segnalato infine il ruolo di rilievo avuto dagli esponenti dei tre gruppi religiosi partecipanti al concerto. —



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