Violentò un bambino disabile di 13 anni, per il pachistano condanna confermata
Bassa Reggiana, la Corte di Appello di Bologna ha inflitto 5 anni e 4 mesi al 21enne che nel 2017 abusò del minore. Il giovane venne arrestato e poi scaceraro provocando polemiche e proteste
BASSA REGGIANA. Fu un caso che infiammò un'intera comunità che si trovò a dover affrontare la notizia dello stupro di un bambino gravemente disabile di 13 anni da parte di un giovane di 21 che, reo confesso, venne scarcerato, provocando polemiche e proteste. Era il 2017. Dopo la condanna in primo grado a 5 anni e 4 mesi del pachistano 21enne, venerdì 7 dicembre è arrivata la conferma in appello.
Il giovane, difeso dall'avvvocato Noris Bucchi, ha ricevuto una condanna a 5 e 4 mesi reclusione. Il sostituto Procuratore generale aveva chiesto 12 anni. La Corte di Appello di Bologna ha riqualificato l'accusa in violenza sessuale su minore da atti sessuali su minore rispetto al processo di primo grado (accogliendo così il ricorso presentato dal pm Maria Rita Pantani), ma la pena è rimasta invariata.
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I fatti: il 10 luglio del 2017 in un paese della Bassa Reggiana, il pachistano - secondo l'accusa - ha attirato un ragazzino disabile, suo vicino di casa, in una zona isolata e lo ha violentato. Per farla franca il pedofilo cercò anche di convincere il minorenne a non raccontare nulla ai genitori. Ma la vittima non tacque e così il responsabile venne arrestato.
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