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«Bonaccini apre? Finalmente ma no a cambiali in bianco»

«Bonaccini apre? Finalmente ma no a cambiali in bianco»

Il comitato plaude all’iniziativa della Regione che chiede un confronto al governo Il M5s ribadisce: «Tocca a Bologna chiedere la deroga, si agisca di conseguenza»

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Castelnovo Monti. «Quello che sta accadendo in queste ore è molto importante perché segna la svolta che volevamo». C’è grande attenzione, ma anche una comprensibile circospezione, da parte del comitato “Salviamo le cicogne”, nell’apprendere della volontà espressa dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, di chiedere un incontro al Ministero della Salute per discutere della situazione dei punti nascista chiusi.

LA BATTAGLIA CONTINUA

«Bonaccini - afferma la portavoce del comitato, Nadia Vassallo - ha dichiarato di essere disponibile a correggere la propria posizione per raggiungere assieme al governo la soluzione per riaprire i punti nascita dell’appennino emiliano. Vogliamo credere che in questo percorso ci veda come parte in causa e interlocutori. Noi comunque cambiali in bianco non le rilasciamo a nessuno quindi continuiamo con il nostro piano di battaglia che prevede l’incontro con il governo attraverso l’appuntamento ottenuto con il capo della segreteria del Ministro della Sanità Giulia Grillo il 19 dicembre a Roma. In quell’incontro consegneremo il libro bianco del punto nascita di Castelnovo Monti che raccoglie tutta la collezione di imbrogli fatta per chiuderlo, offrendo così al Ministero gli argomenti per intraprendere una propria iniziativa autonoma verso Regione e Azienda Usl. Noi Cicogne confidiamo nella ragionevolezza delle diverse parti in scena per addivenire ad un accordo che sblocchi l’attuale stallo e consenta l’immediata riapertura o in subordine una nuova richiesta di deroga».

IL M5S

Ma alle parole del presidente della Regione, arriva puntuale la reazione del M5s. E il rimpallo di “competenze” resta. «Il governatore dell’Emilia Romagna vuole un incontro con il governo per i punti nascita? Sarà accolto, ma non basta per dimenticare le responsabilità. Deve essere la Regione a risolverle senza passare il cerino in mano ad altri in vista delle elezioni regionali». Così la vicepresidente della Camera, Maria Edera Spadoni, e la deputata Stefania Ascari intervengono. Ribadiscono che «il parere fornito dal Comitato Percorso Nascita Nazionale non è vincolante per le Regioni, ne è un esempio il punto nascite di Cavalese riaperto».

«Se Bonaccini intende davvero fare qualcosa, può mandare una nuova richiesta di deroga al Ministero della Salute, indicando i dati corretti e tenendo conto dei tempi di percorrenza e delle condizioni atmosferiche, soprattutto d’inverno. Nella nuova richiesta di deroga la Regione dovrà inoltre tenere conto della fusione, avvenuta nel 2017, tra l’Ospedale di Castelnovo Monti e il Santa Maria Nuova». «Lunedì ho partecipato all’incontro presso il Ministero della Salute con il direttore generale Andrea Urbani – aggiunge Ascari – il quale mi ha spiegato che senza la deroga della Regione il Ministero non può fare niente. Mercoledì 19 sottoporremmo tale problematica al sottosegretario Luca Coletto». Concludono: «Quando lanciammo il “Patto della cicogna” per riaprire i punti nascita era aperto a tutti e dal Pd e dal presidente Bonaccini la scorsa estate siamo stati bollati come demagoghi. Prenda atto che la riapertura dei punti nascite nelle zone appenniniche emiliane sono fondamentali e agisca di conseguenza». —

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