Pestaggio alle Reggiane spariti i due testimoni
REGGIO EMILIA. Sono cinque i gambiani arrestati – e tuttora in carcere – per il pestaggio nella notte del 19 giugno scorso di due nigeriani all’interno delle ex Officine Reggiane.
E vi sono anche due testimoni-chiave di questa aggressione che il pm Giacomo Forte – titolare dell’inchiesta – avrebbe voluto sentire con la forma tecnica dell’incidente probatorio. Ma i due (senza fissa dimora) sono diventati dei “fantasmi” e la testimonianza è saltata davanti al gip Luca Ramponi. In aula, comunque, hanno negato coinvolgimenti nella vicenda i due indagati (il 20enne Ismail Conteh e il 21enne Malick Saine) difesi dall’avvocato Franco Beretti. «Stavamo dormendo – hanno detto entrambi – e siamo stati svegliati dal trambusto, a quel punto abbiamo voluto vedere cosa stava accadendo. Si picchiavano, ma noi non c’entriamo».
A questo punto il pm Forte intende proseguire chiedendo il giudizio immediato per i cinque gambiani e verrà ora fissata la data dell’udienza per iniziare così il processo. Nei guai anche il 29enne Mussa Camara (difeso dai legali Carmine Migale e Giovanni Tarquini), il 26enne Modou Lamin Tamba (assistito dall’avvocato Maurizio Attolini) e il 24enne Lamin Keyabou. Il pestaggio si sarebbe scatenato per un telefonino non restituito. —
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