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Sequestrati pallet con marchi contraffatti

Sequestrati pallet con marchi contraffatti

Operazione della Finanza: violata la normativa che dovrebbe garantire la salubrità dei materiali. Tre denunciati

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BRESCELLO. È scattato il sequestro e la contestuale denuncia di tre persone, titolari della stessa azienda, a Brescello. Sotto accusa la produzione di pallet: secondo le indagini della Guardia di finanza i marchi venivano contraffatti.

L’INDAGINE

L’operazione è stata condotta dagli uomini della tenenza di Guastalla che hanno scoperto, in flagranza di reato, come il marchio venisse realizzato utilizzando un punzone contraffatto in materiale ferroso attraverso marchiatura a fuoco sui bancali già pronti per essere immessi sul mercato.

La marchiatura fornisce la garanzia che i pallet commercializzati rispettano le specifiche norme in materia fitosanitaria, assicurando l’igiene della merce trasportata e garantendo come i bancali siano movimentati nel pieno rispetto delle norme che tutelano anche la salute pubblica.

Durante l’ispezione le fiamme gialle hanno accertato, inoltre, come all’interno degli spazi aziendali fossero tenuti pallet con marchio alterato mediante la modifica con parti o pezzi non conformi agli standard di produzione e altri bancali disponibili sia per la contraffazione che per l’alterazione del marchio. Per l’accertamento della contraffazione e dell’alterazione dei bancali, i militari della Guardia di Finanza si sono avvalsi della collaborazione di un ausiliario di polizia giudiziaria appositamente nominato.

L’attività investigativa ha fatto emergere anche la presenza di una discarica abusiva, in quanto mancavano le prescritte autorizzazioni.

IL SEQUESTRO

Al termine della complessa attività di servizio i finanzieri hanno proceduto al sequestro di oltre 5.000 pallet contraffatti e/o alterati o comunque utilizzati per la commissione dei reati, tutta l’attrezzatura tecnica per lo smontaggio, la sostituzione e il rimontaggio dei pallet, del punzone/cliché utilizzato per la contraffazione, di circa 3.000 metri cubi di materiale classificato come rifiuto, dell’intera area adibita all’attività illecita di 3mila metri quadrati, costituita da un capannone e dall’area aperta.

TRE DENUNCIATI

Tre le persone denunciate alla Procura di Reggio Emilia: un 50enne, un 37enne e una donna di 30 anni tutti di origini campane, titolari di attività economiche nelle province di Reggio e Mantova. Sono accusati di reati di contraffazione e alterazione, nonché dell’immissione in commercio di beni recanti il marchio contraffatto e della costituzione e gestione di una discarica abusiva.

«Questa operazione conferma il costante impegno della Finanza nella tutela del corretto funzionamento dei mercati e nella tutela dei consumatori - scrivono le fiamme gialle in una nota - ricostruendo l’intera filiera del falso, è riuscita ad interrompere un traffico di materiale alterato e potenzialmente dannoso per la salute pubblica, attraverso il sequestro di beni e macchinari oltre che della merce illegale». —

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