Stalking al Santa Maria L’azienda: «Il dirigente ha un suo avvocato»
L’ospedale precisa: «Sono due i procedimenti penali Il primo chiuso con l’assoluzione, il secondo ancora in corso»
REGGIO EMILIA. Sul caso di stalking al Santa Maria Nuova segnalato dal consigliere regionale di Forza Italia Andrea Galli, l’arcispedale conferma la battaglia legale in atto (un primo procedimento penale si è concluso con un’assoluzione del dirigente perché il fatto non sussiste, un secondo è tuttora in corso) e sottolinea che l’azienda, «sempre attenta al benessere dei dipendenti e al rispetto di genere, già nel 2006 ha concertato con la dipendente il trasferimento in altro servizio».
La storia
La vicenda era stata sollevata dal consigliere regionale di Forza Italia in una interrogazione presentata alla giunta dell’Emilia-Romagna, riferendo di un presunto caso di stalking di cui sarebbe vittima, dal 2002, una dipendente del Santa Maria Nuova. Dipendente che ha accusato di atti persecutori un dirigente dell’arcispedale, fino al 2006 responsabile del servizio in cui la donna lavorava.
Anche dopo aver presentato diverse denunce, fatto presente il problema ai vertici aziendali ed essere stata trasferita in altro servizio ed in altro edificio, la donna avrebbe continuato a ricevere telefonate e lettere minatorie da parte dell’ex capo, con la complicità, secondo la vittima, di un’altra dipendente. Ora, secondo quanto ha riferito il consigliere Galli, il secondo iter penale sta entrando nel vivo: entrambi i funzionari sarebbero stati rinviati a giudizio per il reato di stalking, con udienza fissata per il 25 giugno 2019. Fin qui la versione della presunta vittima.
I chiarimenti
Da parte loro ieri i vertici del Santa Maria Nuova sono intervenuti per fornire alcuni chiarimenti sul delicato caso.
«Negli anni la dipendente ha sporto diverse denunce nei confronti del proprio dirigente – conferma l’azienda ospedaliera –. Queste denunce si sono tradotte in due procedimenti penali. Uno del 2007, che si è concluso nel 2013 con la piena assoluzione del dirigente perché il fatto non sussiste. E un altro procedimento penale partito nel 2015, attualmente in corso, che ha coinvolto anche una seconda dipendente».
La dirigenza ha sottolineato che «il dirigente si è sempre dichiarato estraneo alle accuse della collega e, a sua volta, ha proceduto a presentare denuncia per diffamazione aggravata» nei confronti dell’ex sottoposta accusatrice. Un contenzioso legale dal quale l’arcispedale si è tenuto fuori.
«Per concludere – prosegue la nota – informiamo che l’azienda non ha assunto la tutela legale in favore dei dipendenti». I quali hanno proceduto e continueranno a procedere per vie legali con i loro avvocati di fiducia. —
AM.P.
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