Scarica mobili davanti all’isola ecologica, botte e denunce
Scandiano, un 51enne ha raccontato di esere stato fermato da due uomini dopo aver lasciato il materiale davanti ai cancelli della discarica chiusa. La lite è degenera
SCANDIANO. Rimangono tante ombre attorno alla pesante discussione avvenuta pochi giorni fa davanti all’isola ecologica di Scandiano, il centro di conferimento rifiuti gestito da Iren in via Padre Sacchi. Si parte dalla denuncia di un 51enne reggiano, il fisioterapista Claudio Aldini. L’uomo era a Scandiano per aiutare i genitori a svuotare la cantina, e al termine delle operazioni ha caricato arredi e oggetti per portarli all’isola ecologica. La struttura in quel momento era chiusa e Aldini avrebbe pensato di lasciare comunque il materiale accatastato a lato dell’ingresso, per evitare di dover fare un secondo giro.
L’area è controllata da diverse telecamere, installate proprio per evitare abbandoni selvaggio, e Aldini avrebbe spiegato di essere pronto a pagare quanto dovuto pur di non dover perdere altro tempo per tornare. Mentre se ne stava per andare, il 51enne è stato raggiunto da due uomini, che viaggiavano in zona e avevano visto la scena. Uno dei due indossava abiti da lavoro, simili a quelli che potrebbero usare anche gli operatori del centro conferimento. È iniziato un confronto piuttosto acceso, con toni tesi seguito anche da un contatto fisico, anche se su questo punto le versioni divergono e vi sono due distinte denunce al riguardo.Dopo la colluttazione Aldini, dolorante a un dito e in volto, ha raggiunto il pronto soccorso dell’ospedale Magati per farsi medicare. E lì, dopo le cure, è stato dimesso con una prognosi di venti giorni, un dito della mano sinistra rotto e il labbro superiore spaccato.
Subito dopo è andato alla tenenza dei carabinieri di Scandiano in via Volta, per sporgere denuncia, e lì ha trovato anche le altre due persone coinvolte, a propria volta impegnate a raccontare l’accaduto e a denunciare ai militari.
A quel punto Aldini avrebbe preferito tornarsene a Reggio e fare la denuncia ufficiale in questura. Nella inevitabile confusione seguita a quelle ore concitate, è girata la voce che i due uomini scesi dall’automobile siano operatori della cooperativa sociale scandianese Lo Stradello, impegnata nella gestione dell’isola ecologica.
Non è così, secondo i primi accertamenti fatti, l’impressione potrebbe essere stata generata dagli abiti da lavoro, con colori fosforescenti, indossati da uno dei protagonisti. Ma a quanto pare nessun addetto dello Stradello, neppure fuori servizio, era presente in zona.A dirimire la questione piuttosto intricata saranno utili ora le immagini della videosorveglianza.
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