La casa per disabili è a rischio “Dopo di noi” in cerca fondi
Il contributo regionale per costruire la struttura potrebbe essere più basso La fondazione lancia la raccolta di contributi attraverso i mattoncini
correggio. Il contributo regionale per costruire la prima casa che garantisca una piena autonomia di vita a cinque ragazzi disabili, arriverà anche abbastanza presto. Il fatto è che potrebbe essere molto più basso rispetto ai conti fatti dalla fondazione “Dopo di noi”, con la conseguenza che il progetto pilota “Casa mia” diventerebbe fortemente a rischio.
riunione mercoledì
«Di questo problema ne parleremo in consiglio mercoledì – spiega il presidente di “Dopo di noi- Correggio” Sergio Calzari – ma sarebbe un gran dispiacere rinunciare a realizzare il sogno della nostra vita per 100.000 euro».
“Casa mia”, questo il nome della struttura di 500 metri quadrati, che dovrebbe nascere in via Mandriolo Superiore su un terreno dato in comodato gratuito dal Comune – un “regalo” da 47.000 euro – e che potrebbe ospitare cinque giovani problematici anche gravi, garantendo loro una vita autonoma, anche con l’assistenza di personale specializzato, ha un costo di 400.000 euro. Di questi, 150.000 li metterà la fondazione, altri 190.000 sono stati chiesti alla Regione attraverso la partecipazione a un bando specifico. Gli ultimi 60.000 euro sarebbero stati trovati attraverso una raccolta di fondi.
contributo ridotto
Qualcosa però rischia di andare storto. «La Regione – spiega Calzari – ha messo a disposizione della provincia di Reggio 330.000 euro in totale e dei quattro progetti presentati per la richiesta di fondi ne ha accettati tre». Oltre a quello della fondazione con sede a Correggio, finanzierà la ristrutturazione di un alloggio Acer, presentato dalla sede reggiana di “Dopo di noi” e un centro a San Polo, destinato a categorie fragili, presentato da una cooperativa. Se il contributo regionale venisse suddiviso in tre quote di pari importo (110.000 euro), la fondazione correggese dovrebbe mettersi in cerca di qualcosa come 140.000 euro per poter costruire la casa. Un problema. Ma siccome “Dopo di noi-Correggio” non ha nessuna voglia di arrendersi, sono già iniziate la grandi manovra. «Faremo partire in brevissimo tempo – prosegue Calzari – la campagna di raccolta fondi, regalando un mattoncino, simbolo delle nostra casa, a tutti quelli che ci doneranno anche solo un euro».
I “mattoncini” della speranza, sono quasi pronti: li sta realizzando la Libera cooperativa di Fosdondo con la scritta “Casa mia” e il simbolo di Coreggio. «Poi busseremo alle porte di tutti e sei i Comuni della pianura – conclude Calzari – anche per avere un aiuto a organizzare incontri nei quali spiegare l’importanza del nostro progetto». Una “chiamata a raccolta” che ha bisogno di una risposta. —
C.O.
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