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Reggio e l’Emilia in lutto per i morti in discoteca

Leonardo Grilli
Reggio e l’Emilia in lutto per i morti in discoteca

Deciso nella nostra provincia un minuto di silenzio nei locali Arci e Silb  Decine i messaggi di solidarietà e dolore da parte di sindaci, artisti e imprenditori

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Dagli artisti ai manager e titolari di locali, dai circoli Arci ai politici, passando per sindaci e associazioni: anche il mondo reggiano ieri si è stretto attorno ai familiari delle sei vittime della tragedia della discoteca “Lanterna azzurra”, a Madonna del Piano di Corinaldo (Ancona).

circoli e artisti

La prima azione, forse la più significativa, è stato il minuto di silenzio che si è tenuto alle 2 di notte nei locali dell’Emilia-Romagna, quando la musica si è fermata per sessanta commoventi secondi: una decisione assunta dal Silb, associazione dei locali da ballo, e dall’Arci, in segno di cordoglio. Commosse anche le parole del leader dei Nomadi, Beppe Carletti, pubblicate sulla sua pagina Facebook: «La tragedia nella discoteca di Corinaldo lascia senza fiato, sono vicino ai familiari delle vittime e dei feriti. La musica dovrebbe essere vita. Sempre e solo vita».

la politica

Il cordoglio è arrivato anche dalla politica reggiana ed emiliano-romagnola: «È una tragedia assurda – ha dichiarato Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera – sei vittime, di cui cinque giovanissimi, e numerosi feriti in una serata che doveva essere di svago e divertimento. Non deve accadere. Ci sentiamo vicini alle famiglie che hanno perso i loro cari e auguriamo pronta guarigione ai feriti. Chiediamo anche che rapidamente sia fatta piena luce sulle responsabilità». Parole alle quali hanno fatto eco quelle del presidente della Regione, Stefano Bonaccini: «La mia vicinanza e solidarietà alle famiglie delle giovani vittime, ai feriti, al sindaco e alla comunità di Corinaldo e a Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche, per la nuova dura prova cui sono sottoposti i cittadini marchigiani, in attesa che si faccia piena luce sulla vicenda. Una tragedia che lascia attoniti e che mai dovrebbe accadere».

come il bataclan

Diversa, e più approfondita, è invece la lettura di Franco Bassi, uno dei soci fondatori e gestore per 21 anni del locale Fuori Orario e profondo conoscitore delle dinamiche che regolano il mondo della movida, le norme di sicurezza e la prevenzione durante le serate e i concerti. «Quando si crea il panico – spiega Bassi – a volte non c’è misura di sicurezza che tenga. Per questo spruzzare dello spray al peperoncino in un locale pieno è un tentato omicidio, è come entrare al Bataclan e sparare, ha lo stesso effetto di una bomba. Più che nuove norme più stringenti occorrerebbe però una riflessione sul clima di paura che si è creato, sul bisogno di portarsi dello spray urticante per sentirsi sicuri, sulla necessità di educare a un utilizzo responsabile di questi oggetti».

IL PRECEDENTE

Ma potrebbe esserci anche un’altra lettura: «È capitato ad esempio al Fuori Orario – conclude l’imprenditore – che fossero gli stessi ladri a spruzzare scientemente lo spray, per crearsi una via di fuga dopo aver derubato dei clienti nella calca della pista da ballo». —



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