Gazzetta di Reggio

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Thomas vola a Nottingham con il suo “Mickey glass”

Alessandro Zelioli
Una delle opere di Thomas Franzoni
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Una delle opere di Thomas Franzoni

Poviglio, il 21enne Franzoni all’esposizione internazionale del 2019 con la collega Giardi. I due rappresentano l’Università di San Marino con un progetto sul vetro soffiato

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POVIGLIO. Sarà un reggiano a rappresentare la Repubblica di San Marino all’Esposizione di febbraio 2019 a Nottingham, in Inghilterra: si tratta di Thomas Franzoni, 21enne di Poviglio al terzo anno di Design presso l’università della Repubblica di San Marino (Unirsm) assieme alla sammarinese Chiara Giardi.«Sono molto contento di questa opportunità _ ha detto il giovane povigliese _ e di questo devo ringraziare la professoressa Karen Venturini, insegnante di Economia, che ci ha supportato».

Per andare a Nottingham, ha prima dovuto partecipare a una sorta di concorso.
«Si tratta di un bando indetto dal Bjcem (associazione che si occupa di promuovere progetti realizzati da giovani artisti in campo internazionale, ndr) che raccoglieva candidature di giovani dai 18 ai 35 anni».

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Che progetto ha presentato?
«Un paio d’anni fa nel laboratorio di design del prodotto con un gruppo di ragazzi, avevamo ripensato un oggetto che fosse fatto col vetro soffiato, elaborato seguendo una serie di possibili percorsi, consapevoli che il vetro soffiato si fa a Murano. Abbiamo progettato stampi che dessero più variabili e che facessero risultare il pezzo unico, ideando “punte” che, attraverso geometrie basiche, imprimessero queste sul pezzo, mantenendolo tuttavia sinuoso perché curvo».

Sembra semplice. Lo è?
«Non è così perché l’arte dei soffiatori di Murano è davvero unica. Siamo andati quindi a Murano, abbiamo affittato una fornace vera e propria per fare il pezzo e questa era la prova d’esame. Una settimana dopo ci hanno inviato i pezzi. È stata una grande emozione. Con le nostre punte, ogni pezzo risulta unico».

Come si chiama questa sua idea?
«Al progetto di questo oggetto abbiamo dato il nome di Mickey glass, perché richiama le forme di un topolino».

A Nottingham cosa succede?
«Si terrà un’esposizione internazionale dove artisti, designer e produttori di tutto il Mondo, si ritroveranno. Sono 250 i progetti selezionati. L’Italia ha una decina di posti. A San Marino ne erano disponibili due».

Mamma Rossella, grafica. Papà Stefano che nel tempo libero fa il Deejay radiofonico. Un percorso scolastico, il suo, segnato sin dalle origini?
«Diciamo coerente. Mi sono diplomato al liceo artistico di Parma, nella sezione di architettura. Mia madre aveva fatto la stessa scuola. Ma le forme d’arte in ogni loro espressione, mi hanno sempre appassionato».

Cosa farà da grande?
«Voglio specializzarmi in design del prodotto e design della comunicazione. Poi vedremo. Per ora svolgo uno stage a Firenze, seguo un blog sul cinema, disegno schizzi a matita e coltivo qualche altra passione”. —


 

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