Reggio Emilia, inferno in via Turri: incendio in un palazzo, due morti e una bimba gravissima. Oltre 35 gli intossicati
Sono due i morti, un uomo e una donna, provocati dall'intenso fumo che si è sprigionato a causa di un incendio in un palazzo di via Turri 33. Sul posto vigili del fuoco, polizia, carabinieri e decine di medici e sanitari, moltissimi i bambini che erano all'interno del palazzo, gravissima una piccola di 3 anni
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REGGIO EMILIA. Notte di morte e terrore in zona stazione, in via Turri: è qui che attorno alla mezzanotte si è sviluppato un incendio, probabilmente nelle cantine del civico 33, che ha causato un'enorme colonna di fumo. Un fumo denso e acre che in pochi instanti ha invaso l'intera scala del palazzo, propagandosi all'interno di diversi altri appartamenti mentre le persone stavano già dormendo.
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Una trappola mortale: due i residenti deceduti a causa del fumo, un uomo e una donna di origini nordafricane, mentre una bambina di tre anni è in condizioni disperate..
Il lavoro dei vigili del fuoco, intervenuti in via Turri con una decina di mezzi fra autobotti e autoscale, deve ancora concludersi dopo due ore e andrà probabilmente avanti per tutta la notte. Gli uomini della caserma di via della Canalina sono stati impegnati in primo luogo nel salvataggio delle tante famiglie che vivono al 33.
Moltissimi i bambini, soprattutto al secondo piano dell'edificio, alcuni dei quali sono stati salvati dai pompieri che, tenendoli in braccio, li hanno portati in strada scendendo dalle autoscale. A soccorrere gli abitanti un'altra decina di mezzi inviati dal 118, fra automediche a ambulanze di Croce Rossa e Croce Verde.
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Per circa un'ora non è stato possibile capire se vi fossero vittime finché, verso l'1.30, sono stati portati fuori dal palazzo i due corpi dell'uomo e della donna: inutili i disperati tentativi di rianimazione da parte soccorritori, per loro non c'è stato nullo da fare, sono morti a causa del fumo.
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In supporto ai soccorritori decine di poliziotti e dirigenti della questura (sul posto anche il questore Antonio Sbordone), carabinieri e uomini della polizia municipale. Oltre una ventina invece le persone che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione, alcune per recarsi al pronto soccorso per accertamenti, altre per andare a casa di amici o parenti. Sul posto anche diversi rappresentanti del Comune, fra i quali l'assessore al Welfare e vicesindaco Matteo Sassi.
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IL BOLLETTINO. Delle 38 persone intossicate, 4 hanno avuto necessità di camera iperbarica. Di queste, 2 adulti e una bambina sono stati trasferiti a Fidenza ed è previsto il rientro all’Arcispedale di Reggio Emilia in giornata.
Una bambina di 3 anni è stata trasportata in elisoccorso all’Ospedale Niguarda di Milano, struttura dotata di camera iperbarica e rianimazione pediatrica, in gravi condizioni. Sono attualmente ricoverati all’Arcispedale 5 adulti in Osservazione breve e 6 bambini in Osservazione breve pediatrica. Questi pazienti, le cui condizioni non destano preoccupazione, saranno verosimilmente dimessi nella giornata di domani.
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Altre 23 persone, dopo essere state assistite al pronto soccorso di Reggio Emilia, sono poi state dimesse e inviate al medico curante.
Per fare fronte all’emergenza è stato attivato il Peimaf alle ore 1.30 (Piano di emergenza per il massiccio afflusso di feriti di un ospedale) di terzo livello, che prevede l’insediamento dell’unità di crisi per il coordinamento della maxi-emergenza e l’attivazione di risorse mediche e infermieristiche aggiuntive (sono stati attivati 4 infermieri, 1 Oss, il Responsabile infermieristico dipartimentale e 4 medici, tra cui il direttore del dipartimento di Emergenza urgenza e il responsabile del pronto soccorso).
Sul luogo sono intervenuti mezzi attrezzati per il soccorso, tra ambulanze, autoinfermieristiche, automedica, volontari del soccorso, oltre ad un mezzo di coordinamento delle maxi-emergenze, che ha gestito gli invii dei pazienti in pronto soccorso. Questi professionisti hanno allestito un’area Pma (Posto medico avanzato) , gestendo la prima assistenza e gli invii in ospadale.
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Alle 0.28 è arrivato in pronto soccorso il primo paziente in codice rosso e a distanza di due minuti il secondo codice rosso, l’ultimo paziente è arrivato alle 3.17, mentre il Peimaf è stato dichiarato concluso alle 6.
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