Zona stazione, così i residenti di via Paradisi provano a uscire dal degrado
Sonia Antompaoli, amministratrice dei palazzi ai civici 12, 14 e 16, racconta che «la situazione è migliorata ma resta ancora tanto da fare»
REGGIO EMILIA. «In via Paradisi la situazione è migliorata, grazie anche alle autorità e alla polizia che ringraziamo, ma molto resta ancora da fare. Per questo motivo è fondamentale organizzare incontri cadenzati per mantenere un rapporto fiduciario tra i condomini e l’amministratore, che vada al di là del formalismo delle assemblee condominiali. Organizzeremo un incontro ogni due mesi e invitiamo tutti i proprietari a partecipare»”. Così Sonia Antompaoli, dello Studio Antompaoli & Guareschi che gestisce i civici 12, 14 e 16 di via Paradisi, fa il punto dello stato dell’arte sulle “palazzine del degrado”, finite alla ribalta della cronaca nel luglio scorso.
All’epoca gli amministratori avevano denunciato «una totale decadenza» della laterale di via Turri, denunciando contatori con allacci abusivi, pezzi di biciclette rubate abbandonate nell’atrio, perfetti sconosciuti che dormivano in giacigli da terzo mondo nelle cantine occupate abusivamente, spaccio e prostituzione a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Un quadro messo nero su bianco in un esposto presentato alle autorità, con conseguenti blitz della polizia e l’intervento dell’amministrazione comunale che, a seguito di controlli mirati, aveva accertato ben 30 residenze fasulle. Tra i risultati raggiunti, l’amministratore annovera il fatto di «avere più contezza di chi effettivamente risiede in un appartamento e poter debellare eventuali abusivismi. Abbiamo eliminato persone senza dimora che soggiornavano abusivamente all’interno delle cantine. Abbiamo smascherato insieme alla questura un traffico di droga che avveniva all’interno del palazzo. Sulla prostituzione invece dobbiamo ancora ottenere dei risultati più incisivi; posto che le segnalazioni sono sempre state fatte, ci vuole tempo».
Anche perché lo studio di amministratori ha preso in carica le tre palazzine dal maggio scorso. «Stiamo facendo un lavoro che va al di là del nostro compito – ha affermato Antompaoli – come la revisione dell’anagrafe condominiale che, ricordo, è un obbligo di legge dal 2012 ed è onere dell’amministratore, fondamentale perché il suo aggiornamento costante consente di individuare i proprietari e accertare se questi ultimi sono al corrente di quello che succede nell’appartamento o nella cantina.
Sono 190 i proprietari delle tre palazzine, essendoci più proprietari di uno stesso appartamento o intestatari solo di una cantina o box auto: a tutti abbiamo richiesto l’atto di rogito, contratti di locazione, carta d’identità e codice fiscale. È ovvio che si tratta di un lavoro enorme e dai tempi lunghi». Poche settimane fa si è svolto un incontro organizzato dall’Anaci tra amministratori e dirigenti della questura dove è emerso che le segnalazioni che pervengono in via Dante sono spesso inservibili perché contengono poche informazioni utili mandate dai singoli residenti, che non si confrontano tra loro.
«Questo succede quando l’amministratore non fornisce le linee guida e non fa da mediatore. Il nostro studio si differenzia per questa attenzione – ha osservato Antompaoli –. Noi siamo riusciti ad abbassare il tasso di criminalità e l’obiettivo è quello di riportare i condomini ad una situazione di normale vivibilità. Stiamo andando nella direzione giusta. Ma è imprescindibile il confronto costante con residenti e proprietari, per toccare con mano le criticità».
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