«Accordi sottobanco e aprono la porta a chi va di frequente in quelle cantine»
Lo rivelano alla Gazzetta alcuni residenti del condominio Si indaga per omicidio colposo, non si esclude il gesto doloso
Un’unica cantina piena di masserizie (materassi, oggetti ma anche rifiuti) è stata trovata aperta, all’interno di un nucleo di cinque cantine (su un totale di 22) dove la devastazione è stata maggiore: è questa l’area circoscritta e incriminata per l’origine dell’incendio.
Si indaga a 360 gradi sulle cause del maxi incendio di via Turri e al momento non si esclude nessuna ipotesi, nemmeno quella dolosa. Nell’immediatezza dell’emergenza l’unico elemento certo è che il rogo è partito dalle cantine del seminterrato, ma il nucleo principale delle fiamme, affermano i vigili del fuoco, non è stato individuato.
LE RIVELAZIONI
Ma fra i condomini c’è chi si è fatto più di un’idea di quanto accaduto e lo racconta – chiedendo l’anonimato – alla Gazzetta con dovizia di particolari: «La porta d’ingresso al palazzo è sempre aperta – spiegano – e se è chiusa c’è qualcuno che la apre. Come mai? C’è un accordo economico? E siamo certi che nelle cantine ci andava di frequente qualcuno, forse non solo per dormire. Per drogarsi? Di recente lì in quegli spazi – ricordano – sono stati trovati vomito ed escrementi...».
Ieri mattina in via Turri si è assistito ad uno sfilare di forze dell’ordine – una ventina di agenti di polizia municipale più volontari di protezione civile, che hanno gestito il post emergenza – e di investigatori. L’indagine è di competenza della polizia ed è coordinata dalla Procura.
NON SI ESCLUDE IL DOLO
Subito aperto un fascicolo per incendio e omicidio plurimo colposo. Ma non si esclude il dolo. Verso le 10.30 è arrivato sul posto il procuratore capo Marco Mescolini che, insieme al comandante dei vigili del fuoco Salvatore Demma, ha fornito una prima dichiarazione ufficiale ad uso telecamere. «Un fatto grave, preoccupante. Non è che faremo di tutto per capire. Capiremo abbastanza in fretta e ve lo diremo», ha affermato Mescolini, rimasto mezz’ora. Chi invece è rimasto sul posto per almeno due ore è stato il pm Maria Rita Pantani, titolare dell’inchiesta.
Il magistrato si è confrontato a lungo con il comandante di polizia municipale Stefano Poma e con il caposquadra dei vigili del fuoco Antonio Sgrò, per poi effettuare un sopralluogo all’interno del palazzo.
Il nucleo di polizia giudiziaria dei pompieri (formato da quattro specialisti) si è soffermato a lungo nel seminterrato e ha repertato una notevole quantità di campioni; sulla base degli elementi raccolti il nucleo stenderà una relazione dettagliata al pm Pantani , «quando il quadro sarà meno offuscato», riferiscono fonti ufficiose.
LE PRESE ELETTRICHE
Altrettanto fondamentali saranno gli esiti della polizia scientifica della questura: gli esperti in tuta bianca in tarda mattinata hanno esaminato in particolare l’ingresso dei garage posti sul retro della palazzina, dove venti giorni fa era stato sostituita la serratura forzata e dove qualcuno potrebbe essersi introdotto o aver tentato di fuggire una volta scoppiato l’incendio.
E se qualcuno avesse occupato abusivamente una cantina, usando per riscaldarsi una stufetta? È un’ipotesi che non trova al momento riscontri, visto che non sarebbero state trovate prese di corrente elettrica in quegli spazi nel seminterrato.
In assenza dell’individuazione del punto originario del rogo, gli accertamenti proseguiranno per diversi giorni e gli inquirenti procederanno per esclusione.
Per questo motivo per oggi è previsto un sopralluogo dei vigili del fuoco per scandagliare l’impianto elettrico e un altro sopralluogo che si concentrerà sulle telecamere, presenti in quantità sotto i portici davanti al portone d’ingresso e nelle strade adiacenti.
La palazzina, evacuata e vuota, oltre che sotto sequestro è stata dichiarata inagibile limitatamente alle sole cantine, ma il rientro in casa per i residenti si preannuncia tutt’altro che rapido.
Ieri verso mezzogiorno alcuni sfollati sono stati autorizzati a salire accompagnati dalla polizia municipale, previo riconoscimento con carta d’identità alla mano. «Avete dieci minuti, prendete lo stretto indispensabile», è stata la raccomandazione delle autorità.
ALCUNI SONO FUGGITI
Sono già state interrogate diverse persone, fra cui i sanitari del 118 ed anche i vigili del fuoco intervenuti, per capire chi hanno soccorso e dove sono state trovate le persone nel condominio invaso completamente dal fumo tossico.
E in queste fasi concitate dell’intervento non sono mancate nemmeno le fughe precipitose di chi, una volta in salvo, ha preferito far perdere le proprie tracce. Gente che ha molto da nascondere o peggio che c’entra con quanto accaduto. «Ma li troveremo», è la lapidaria replica su questo punto che arriva dalla Procura. —
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