Cannabis light o terapeutica: «C’è tanta disinformazione»
Val d'Enza, Marco Ternelli, farmacista ed esperto di prodotti galenici a base dello stupefacente spiega a cosa serve e quando si usa. «La formazione resta fondamentale»
Val d'Enza. Fa ancora discutere la cannabis light vendibile in tutte le edicole della Val d'Enza. Buste monodose che vanno a ruba per l’uso casalingo, anche come tisane ai diversi gusti di frutta, ora anche esotica. Questi prodotti restano vietati ai minorenni, ma anche tra gli adulti la disinformazione è tanta. Un po’ di chiarezza la fa Marco Ternelli, farmacista e ricercatore di Bibbiano che lavora la cannabis per scopo terapeutico, ovvero per alleviare i dolori causati da diverse malattie.
Perché si usa. «Sono ormai sei anni che la cannabis terapeutica è legale in Italia ad uso medico – spiega Ternelli – ossia quando è prescritta da un medico a un paziente per una determinata patologia, come sclerosi multipla, dolori diffusi, epilessia, glaucoma, vomito e inappetenza da chemioterapia. Dei tantissimi problemi relativi al farmaco cannabis, la formazione del medico, che prescrive, e del farmacista, che dispensa, è tanto cruciale quanto carente».
Una battaglia che Ternelli, sta portando avanti da anni, anche perché, come spiega, «da una parte ci sono i medici che non conoscono l’argomento, dal punto di vista farmacologico e legislativo, e dall’altra i farmacisti chiamati a preparare in laboratorio farmaci a base di cannabis non sanno bene come muoversi».Di cannabis a scopo terapeutico si è parlato il primo dicembre scorso a Milano in un convegno al quale ha partecipato, come relatore, anche il farmacista di Bibbiano, che ha curato la parte dedicata alle preparazioni galeniche di cannabis in farmacia e alle varietà prescrivibili.
La formazione.Per Ternelli, «organizzare corsi di formazione è uno dei modi per risolvere i problemi legati alla conoscenza delle sostanze, spiegando ai medici le basi sulla prescrizione medica, le diverse varietà di cannabis terapeutica legale in Italia, le caratteristiche fondamentali dei farmaci a base di cannabis e come somministrarle ai pazienti. Ai farmacisti, oltre a questi argomenti, occorre far capire come manipolare la cannabis dal punto di vista chimico e botanico, e come realizzare i preparati farmaceutici a base di cannabis».
«Infine – conclude il farmacista – se tutti sanno che la cannabis si fuma, non tutti sono altrettanto consci che il farmacista la può preparare in olio, tinture, capsule, supposte, cioccolatini. Questo serve per favorire i pazienti che utilizzano cannabis come terapia. Essendo uno stupefacente per la presenza di Tetraidrocannabinolo, l’assunzione di un dosaggio errato può causare anche seri problemi di salute». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
