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ANELLI E GEMELLI 

Il gioiello trasformista è stato chiamato “Modj”

C.Cu.
Il gioiello trasformista è stato chiamato “Modj”

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REGGIO EMILIA. «È un gioiello nato tre anni fa. L’idea è partita da un anello che avevo, poi ho iniziato a pensare di mettere al di sopra un pezzo che si potesse smontare, perciò ho realizzato varie componenti, così che uno possa smontare questo pezzo e cambiarlo con altre componenti in modo da ottenere più gioielli». In una parola, Modj. Con questo metodo si possono fare varie composizioni: si può decidere di cambiare colore, materiale, smalto, mettere pezzi in oro, pezzi in argento sabbiato, in brunito. «È nato subito come un anello poi ho iniziato a fare anche dei gemelli perché mi piaceva l’idea di poter interloquire tra uomo e donna. Lei ha l’anello, lui i gemelli». Lui e lei possono decidere se usare le stesse tonalità di smalto o di materiale o se invece scambiarseli tra loro perché i ricambi vanno bene su entrambi. Ma Paterlini non si ferma qui e pensa già alla prossima collezione: «Vorrei uscire in un secondo momento con delle versioni di ciondoli e orecchini, sempre con lo stesso concetto».

Perché Modj? La J sta per “jewels”, gioielli. La linea inedita si chiama “Mille Modj per un gioiello” e maggiori informazioni si possono trovare sulle pagine Facebook e Instagram Modj.Jewels e sul sito www.modj.eu. «L’idea è quella di poter dare a un cliente tantissime versioni di un gioiello. Ho iniziato a venderlo qui nel mio negozio a Reggio e dovrò iniziare a proporlo anche fuori ma per farlo ci vogliono investimenti importanti. Intanto proviamo nel piccolo». —

C.Cu.

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