Inferno in via Turri, fuori pericolo i pazienti ricoverati al Santa Maria per instossicazione
Le condizioni delle 5 persone rimaste in osservazione sono andate migliorando e la dimissione è prevista tra oggi e domani. Una bambina di 5 anni ricoverata in Pediatria è in condizioni stabili che non destano preoccupazione
REGGIO EMILIA. Dopo la tragedia, una bella notizia: le condizioni dei pazienti ricoverati al Santa Maria Nuova per intossicazione, a causa del fumo che domenica notte ha invaso il palazzo in via Turri 33, stanno meglio e nessuno è più in pericolo di vita. Per quanto riguarda la bambina di 3 anni portata al Niguarda di Milano, invece, le sue condizioni sono sempre serie ma non sarebbe in pericolo.
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Per quanto riguarda l'ospedale reggiano, le condizioni delle 5 persone rimaste in osservazione sono andate migliorando e la dimissione è prevista tra oggi e domani. La bambina di 5 anni ricoverata in Pediatria, sorella della piccola che è ricoverata a Milano, è in condizioni stabili che non destano preoccupazione e sarà dimessa nei prossimi giorni.
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Per fare fronte all’emergenza, domenica notte era stato attivato il Peimaf all'1.30 (Piano di emergenza per il massiccio afflusso di feriti di un ospedale) di terzo livello, che prevede l’insediamento dell’unità di crisi per il coordinamento della maxi-emergenza e l’attivazione di risorse mediche e infermieristiche aggiuntive (erano stati attivati 4 infermieri, 1 Oss, il Responsabile infermieristico dipartimentale e 4 medici, tra cui il direttore del dipartimento di Emergenza urgenza e il responsabile del pronto soccorso).
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Sul luogo erano intervenuti mezzi attrezzati per il soccorso, tra ambulanze, autoinfermieristiche, automedica, volontari del soccorso, oltre ad un mezzo di coordinamento delle maxi-emergenze, che aveva gestito gli invii dei pazienti in pronto soccorso. Questi professionisti avevano allestito un’area Pma (Posto medico avanzato) , gestendo la prima assistenza e gli invii in ospadale.
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Alle 0.28 era arrivato in pronto soccorso il primo paziente in codice rosso e a distanza di due minuti il secondo codice rosso, l’ultimo paziente era arrivato alle 3.17, mentre il Peimaf era stato dichiarato concluso alle 6.
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