L’amministratore «Il cancello delle cantine forzato venti giorni fa»
L’architetto Matrone gestisce da marzo l’edificio «È assicurato ma non so quali sono i risarcimenti previsti Serve un custode dello stabile»
REGGIO EMILIA. «Venti giorni fa qualcuno aveva forzato il cancello sul retro che dà sulle cantine e lo avevo ripristinato. È l’unico accesso, oltre a quello diretto dall’androne, per recarsi in una delle 22 cantine del seminterrato». Michele Matrone, architetto e amministratore condominiale (subentrato nel marzo scorso) dei civici 29, 30 e 33, ieri aveva il cellulare rovente. «Sono stato tirato giù dal letto alle 3 di notte dalla polizia e con loro mi sono recato in ufficio, per consegnare i nominativi – racconta –. Una delle prime iniziative che avevo preso era stata stendere un elaborato più dettagliato dell’anagrafe condominiale: una mappatura, tramite un accertamento tra Catasto e Agenzia delle Entrate, dei proprietari, che spesso per le cantine sono diversi».
Cantine occupate anche da abusivi, che le usano come dormitorio: un fenomeno ben conosciuto. «Sì, ne sono a conoscenza ma questa problematica era diventata acuta nei primi mesi dell’anno e, dopo i blitz dei carabinieri, pareva risolta. Io sono andato nel seminterrato a fare un sopralluogo in settembre per una infiltrazione d’acqua e non c’era nessuna presenza anomala».
L’amministratore sottolinea però che le forzature erano all’ordine del giorno. «Le serrature, specie dell’androne, le ho sostituite parecchie volte: è un continuo». Il civico 33 è dotato di un’assicurazione antincendio stipulata dallo stesso Matrone. «Devo verificare cosa copre, se prevede un risarcimento per le vittime e per i danni, che sono tutti da quantificare: per ora non ne ho idea».
L’urgenza attuale è «nominare un custode, che non posso essere io, perché la palazzina adesso è vuota e rimarrà tale per il tempo necessario alle numerose verifiche. Un custode è indispensabile per evitare episodi di sciacallaggio. Teniamo presente che questo condominio fa fatica a pagare l’ordinario. Nell’ultima assemblea del 30 ottobre avevamo deliberato l’istituzione di due fondi, da 10mila euro ciascuno, l’uno per promuovere azioni legali per il recupero credito e l’altro (versato dai soliti pochi in regola) per saldare le bollette mensili. Ho stipulato anche una polizia assicurativa che fa sì che in futuro i morosi siano gestiti direttamente dall’assicurazione, per attrezzarci almeno per il futuro: solo eliminando i morosi si può tornare alla normalità». —
Am.P.
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