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L’appello del vescovo «Serve l’impegno di tutta la comunità»

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REGGIO EMILIA. «Mi appello a tutti: residenti, proprietari degli immobili, forze dell’ordine e istituzioni affinché si prenda coscienza che abbiamo tutti una grande responsabilità nei confronti di queste persone». Un profondo dolore. E una profonda preghiera. Così il vescovo di Reggio Emilia e Guastalla, Massimo Camicasca, commenta la tragedia avvenuta nella palazzina di via Turri, al civico 33. Un edificio abitato prevalentemente da stranieri, dove lo spaventoso incendio scoppiato nel corso della notte ha provocato due morti e decine di feriti. Due bambine sono in gravi condizioni. Una trentina di persone è rimasta intossicata a causa del fumo.

«Esprimo il mio profondo dolore per il tragico rogo avvenuto questa notte in via Turri a Reggio Emilia. Sono vicino nella preghiera alle vittime, che lasciano due figli orfani, ai loro famigliari, alle due bimbe che lottano per la vita in queste ore e ai loro genitori, ai feriti e alle decine di persone sfollate», afferma Camisasca.

Una tragedia avvenuta in una delle zone della città con più alta concentrazione di immigrati, dove i problemi di integrazione sono costantemente all’ordine del giorno.

«Proprio alcuni mesi fa ho incontrato i residenti di questa zona in occasione della visita pastorale e ho potuto riscontrare in prima persona le enormi difficoltà che vive il quartiere – aggiunge Camisasca –. La situazione è critica, di non facile soluzione. Come vescovo confermo l’impegno di tutta la Chiesa Reggiana a sostenere, per quanto possibile, i più deboli e bisognosi. È davvero indispensabile che, di fronte a simili tragedie, ci sia una risposta corale che impegni tutta la comunità». —

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