Gazzetta di Reggio

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il comitato DEI CITTADINI 

«Abbiamo fatto tanto ma i risarcimenti non arriveranno tutti»

A.V.

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Brescello. Già nei primi giorni successivi all’alluvione è nato il “Comitato cittadino alluvione Lentigione”. Presieduto da Edmondo Spaggiari, ha fatto da punto di riferimento per i lentigionesi.

Spaggiari, da dov’è nata l’idea di un comitato?

«Ci siamo riuniti perché abbiamo pensato, già dalle prime ore dopo il disastro, al Kaleidos, che non avesse senso procedere ognuno per proprio conto. Anche alla luce della situazione del Comune, che ai tempi era commissariato, abbiamo creduto che insieme potessimo avere più forza. Dopo i primi due incontri pubblici “burrascosi”, sono emerse persone che avevano la mia stessa idea e a quel punto mi sono esposto. Siamo soddisfatti, abbiamo ottenuto tanto, pur essendo un gruppo di semplici volontari consigliati, quando necessario, da professionisti».

Qual è la situazione attuale a Lentigione?

«Il paese si è ripreso e le strutture sono a posto. Manca però un servizio importante come quello del trasporto ferroviario. C’è poi amarezza per il discorso relativo ai risarcimenti: purtroppo, di quanto spettava a Lentigione, è arrivato poco. Anche l’ultimo bando emanato dalla Regione prevede sì i fondi necessari per risarcire i beni mobili, ma sono presenti ancora nodi burocratici che porteranno probabilmente a non incassare tutto il dovuto. Ci vorrebbero delle semplificazioni, perché la casistica è varia. Gli artigiani, ad esempio, sono penalizzati».

Qual è stato il vostro rapporto con le istituzioni?

«Abbiamo sempre interloquito positivamente con tutti gli enti preposti, in particolare il nostro riferimento è stato il sottosegretario Giammaria Manghi, con il quale ci siamo rapportati costantemente. Siamo ora in contatto anche con il nuovo presidente della Provincia, Giorgio Zanni, che inviteremo qui. Anche con l’amministrazione comunale i rapporti sono sempre stati buoni: prima con i commissari, e ora con il sindaco Elena Benassi, siamo in costante collegamento. L’ufficio tecnico si sta facendo carico dell’importante lavoro di gestione delle domande di risarcimento».

A un anno di distanza c’è ancora rabbia?

«La rabbia c’è, ci sono state carenze decisionali importanti; si poteva almeno provare a salvare il salvabile. E certi lavori in alveo andavano fatti prima. Purtroppo in Italia si lavora sulle emergenze e non sulla prevenzione». —

A.V.

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