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«Addio capitano o mio capitano». In centinaia per salutare Layla - VIDEO

Cristina Fabbri
«Addio capitano o mio capitano». In centinaia per salutare Layla - VIDEO

Cavriago, commozione ai funerali dell’anima di Multisala Novecento scomparsa a 60 anni. Tante le lettere lette durante la funzione: dei bambini e del personale del cinema

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CAVRIAGO. «Eri la colonna, il “capitano o mio capitano” della Multisala Novecento. Ci mancherai». È stata una delle frasi pronunciate dai volontari e dal personale del cinema di Cavriago per ricordare Layla Davoli, 60 anni, morta il 29 novembre scorso, nel giorno del suo funerale. «Ciao, signora del cinema. Grazie per tutto quello che hai fatto per noi» c’era scritto in una delle tante letterine preparate dai bambini del paese. E questi sono solo alcuni dei pensieri scritti o letti ad alta voce per Layla. Un addio commosso. Arrivato troppo presto. All’improvviso. Come un fulmine a ciel sereno. Che ha sconvolto un’intera comunità.

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A stringersi ai suoi cari – al marito Vicenzo Delmonte, ex sindaco, al fratello Davide e ai nipoti - c’era tutto il paese e non solo: i volontari del cinema, il mondo dell’associazionismo, i negozianti, il sindaco Paolo Burani, i dipendenti del Comune, amministratori ed ex amministratori, il comandante dei carabinieri Vincenzo Restivo, le insegnanti, la dirigente Mariangela Fontanesi e il personale della scuola. E c’erano anche esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo, come Roberto Meglioli, il comico Antonio Guidetti, Linda Eroli. E poi i politici: Maino Marchi, Andrea Rossi, Andrea Costa, Mirko Tutino e tanti altri. Infine i genitori e i loro bambini, assidui frequentatori del cinema.

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In tantissimi hanno voluto dare l’ultimo saluto ieri a Layla Davoli, che ha fatto tanto per gli altri. Insieme al marito dal ‘96 era infatti anima e cuore pulsante di Multisala Novecento, oltre che amministratore delegato della cooperativa di gestione. Senza contare che per una vita era stata volontaria in Gorganza, aveva gestito con il fratello la birreria Albatros, aveva lavorato come commercialista e dal ‘94 era stata impegnata in prima linea alla Festa dell'Unità, prima come contabile poi era passata in direzione fino al 2004. E negli anni, al cinema, aveva portato avanti diversi progetti per le scuole. Tanto che nelle classi dell’istituto comprensivo ieri si è osservato un minuto di silenzio durante le lezioni in suo ricordo.

Nella lettera dei volontari, letta durante la funzione, è stato ricordato quanto Layla avesse fatto proprio per i bambini e quanto anche i piccoli spettatori fossero legati a lei. «E se i bambini ci chiederanno dov’è la signora del cinema? Potremmo rispondere che sei sempre qui, in ogni sala, per controllare che tutto fili alla perfezione; alla cassa pronta ad accogliere gli spettatori con un sorriso; in ufficio a organizzare una stagione straordinaria. Perché sarai sempre qui con noi, nella nostra e nella tua seconda casa, dove tu e Vincenzo ci avete insegnato tanto. Ancora una volta grazie Laila. La tua barca, la nostra barca continuerà a navigare, insieme a Vincenzo. Insieme, come tante formichine». —

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