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Continua a perseguitare l'ex moglie, 63enne arrestato
L'uomo è finito ai domiciliari. Era già stato oggetto di provvedimenti e divieti di avvicinamento. I carabinieri chiedono e ottengono l'inasprimento delle misure
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FABBRICO. Arrestato e sottoposto al regime di custodia cautelare nella propria abitazione. È finita così per un 63enne che, nonostante i divieti impostigli dal tribunale di Reggio, ha continuato a tormentare l’ex moglie.
L’uomo, un disoccupato abitante a Rolo era stato denunciato lo scorso mese di maggio dai carabinieri di Fabbrico per una serie di gravi condotte persecutorie nei confronti dell’ex. A causa della sua condotta è finito nuovamente nei guai.
Sebbene infatti il tribunale di Reggio Emilia a maggio di quest’anno gli avesse imposto il divieto di avvicinamento all’ex moglie e alla stessa abitazione nonché a ogni luogo frequentato dalla donna, una 56enne abitante a Reggiolo, l’uomo ha violato in maniera reiterata il provvedimento cautelare emesso nei suoi confronti continuando a perseguitare l’ex attraverso l’invio di messaggi vocali con minacce e offese inviate via whastApp, pedinandola e raggiungendola in un bar dove l’ha ripetutamente offesa, arrivando anche a presentarsi sotto l’abitazione della donna in spregio al provvedimento cautelare.
Episodi, quelli registrati dai carabinieri di Fabbrico che sono stati segnalati alla Procura reggiana che ha chiesto e ottenuto dal giudice del tribunale di Reggio Emilia un inasprimento del misura cautelare. Il 63enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari e per questo motivo arrestato dai carabinieri di Fabbrico.
L’uomo, dopo la separazione con la moglie avvenuta nel 2015, tra febbraio e maggio di quest’anno aveva iniziato ad avere una serie di condotte persecutorie nei confronti della donna, concretizzatesi con insulti e minacce di morte proferite anche davanti alla figlia, e con violenze fisiche: in una occasione, dopo averle dato un pugno in testa, le aveva lanciato un sasso che fortunatamente non ha colpito la donna grazie alla sua prontezza di riflessi. L’uomo pedinava l’ex costretta così a cambiare le abitudini di vita per paura che potesse succederle qualcosa.
Per questi motivi al 63enne era stato imposto il divieto di avvicinamento. Misura che non è bastata per arginare la condotta persecutoria dell’uomo, finito così in manette.
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