Cresce l’economia ma aumentano le fragilità sociali
Luci ed ombre nel settimo rapporto dell’ente camerale Sempre più numerosi i giovani che lasciano gli studi
Nel 2018 l’economia provinciale sta marciando speditamente e anche le previsioni per il 2019 – salvo imprevisti – sono improntate alla serenità. Ma non mancano forti preoccupazioni di carattere sociale per l’aumento di giovani che lasciano gli studi e per il crescente numero di anziani soli e di persone che soffrono di patologie mentali. Sono due delle principali tematiche emerse dai risultati raccolti nel 7° Rapporto sulla coesione sociale stilato dalla Camera di commercio e condensati in un ricco dossier presentato ieri nella sede camerale.
In ripresa
La ripresa c’è – è lo psicosociologo Gino Mazzoli autore dell’analisi a confermarlo – grazie soprattutto all’elevato livello delle esportazioni salite di 800 milioni di euro in soli 12 mesi. Ciò ha garantito un calo del 30% dei fallimenti, un innalzamento dei livelli occupazionali, la diminuzione dei disoccupati (3.000 in meno in 12 mesi), la riduzione delle domande all’Inps di cassa integrazione (4 milioni di ore in meno). E alla fine i reggiani hanno incassato mediamente 1.500 euro in più a persona con un calo di 82 milioni nelle sofferenze bancarie delle famiglie. Fin qui tutto bene. Ma il quadro internazionale non è stabile e tranquillizzante e anche se negli indicatori economici Reggio Emilia ha guadagnato posizioni nella classifica nazionale (in 4 anni 18.000 immigrati sono diventati cittadini reggiani ma sono calati i neonati e i matrimoni). Occorre andare cauti per le tante fragilità che tuttora ci circondano.
Le ombre
Preoccupa ad esempio la dispersione scolastica: il 33% dei giovani, specie stranieri, non completa gli studi (la media italiana è del 26%). E poi c’è qualche affanno nell’affiancare una vasta platea di cittadini. Il 12% dei minori risulta in carico ai servizi sociali e si è arrivati ad una autentica esplosione di casi di demenza con ben 17.000 persone costantemente assistite.
Fortunatamente nella nostra provincia c’è una risorsa eccezionale: l’esercito dei 34.000 volontari affiancati dai 1.000 operatori che fanno riferimento al Comune.
Previsioni
I risultati e le previsioni economiche sono poi stati al centro delle valutazioni del presidente della Camera di commercio, Stefano Landi, che ha preso atto del rallentamento del secondo semestre rispetto alla prima parte del 2018 ma anche delle previsioni di crescita (dell’1,2%) per l’inizio 2019. Merito dell’ agricoltura (+ 1%), dell’edilizia (+2%), del manifatturiero (+ 1,5%). Il 60% del Pil reggiano deriva dalle esportazioni (10,3 miliardi nel 2017 e ancora + 7% nel primo semestre 2018); in materia l’Ente camerale è molto attivo. Le incertezze internazionali non lasciano però tranquilli – ha completato Daniele Marchi assessore al bilancio del Comune – ed è necessario operare insieme con la “cabina di regìa” ideata e attivata per degli obiettivi strategici che hanno già dato frutti concreti, come il recupero delle Reggiane, il lancio del Parco Universitario e l’operazione Alta Velocità. —
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