Gazzetta di Reggio

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«Io con Piero della Francesca all’Ermitage»

Roberto marcuccio*

Il racconto di Roberto Marcuccio di ritorno da San Pietroburgo dove è esposto fino al 10 marzo il codice “De prospectiva pingendi” 

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IL VIAGGIO

Roberto marcuccio*

Durante l’inaugurazione della mostra “Piero della Francesca. Monarca della pittura”, il direttore del Museo Ermitage, Michail Piotrovskij, ha definito questa iniziativa “evento del secolo” perché, per la prima volta nella storia, le opere di uno dei massimi artisti del Rinascimento sono esposte nel Palazzo d’Inverno, sede del prestigioso museo russo. Il trattato De prospectiva pingendi della Biblioteca Panizzi, una delle opere clou della mostra, era già avvezzo ai viaggi, essendo partito dalla bottega di Piero, a Sansepolcro, alla fine del Quattrocento, per sbarcare poi nelle biblioteche di Giulio Saibanti di Verona (1730), Giuseppe Bossi di Milano (1810) e del reggiano Giambattista Venturi (1817), fino all’arrivo nella Biblioteca Municipale della nostra città nel 1921. Questa volta, però, il manoscritto è approdato nella metropoli più a Nord del mondo, e lì rimarrà fino al 10 marzo del prossimo anno.

L’arrivo in una San Pietroburgo coperta dalla neve, la sera del 3 dicembre scorso, è stato molto emozionante. Dopo lo sdoganamento del manoscritto, avvenuto il 4 dicembre, il giorno successivo è stato quello dell’installazione in mostra. L’allestimento espositivo, che riproduce una candida struttura basilicale, prevede una nicchia per ogni opera e, nella sua essenzialità, richiama alla mente il saggio dello storico dell’arte Bernard Berenson, dedicato a Piero della Francesca, o dell’arte non eloquente.

Sotto gli occhi vigili di chi scrive, il manoscritto è stato preso in carico dalla restauratrice del Museo Ermitage, che ne ha verificato lo stato di conservazione e ha effettuato la scelta delle pagine da esporre, una diversa ogni trenta giorni, a rotazione. Poi il De prospectiva è stato deposto nella sua vetrina in sicurezza.

Infine, il 6 dicembre, a museo chiuso, si è svolto il vernissage della mostra, che ha visto la partecipazione di un folto numero di invitati, fra personalità russe e italiane e rappresentanti degli enti prestatori. Nei loro discorsi, il direttore dell’Ermitage e l’ambasciatore italiano a San Pietroburgo, hanno sottolineato il grande valore della mostra, ringraziato ufficialmente tutti i prestatori, fra cui la Biblioteca Panizzi, e auspicato ulteriori progressi per l’amicizia fra i nostri due popoli.

Durante il volo di ritorno, non potevo fare a meno di ripensare all’emozione di entrare, la sera dell’inaugurazione, nel Palazzo d’Inverno chiuso al pubblico e avvolto da un magico silenzio, breve e intenso fotogramma dell’antica Madre Russia. —

*responsabile libri antichi

e manoscritti della Panizzi

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