Gazzetta di Reggio

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vita fuori casa 

Le difficoltà dei residenti sfollati fra pasti in trasferta e pochi vestiti

L.G./Am. P.

I residenti di via Turri 33 sono stati spostati negli hotel Cristallo e Airone Il vicesindaco: «Non sappiamo quanto rimarranno ancora lì»

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reggio emilia. Poche ore dopo la tragedia di via Turri, il Comune si è organizzato per dare assistenza agli sfollati del civico 33, ai quali è ora impedito di rientrare nei loro appartamenti sottoposti a sequestro assieme a tutto il palazzo. Nonostante la velocità della macchina degli aiuti, che ha collocati tutti gratuitamente negli hotel Cristallo e Airone, le difficoltà permangono e si fanno sempre più serie a mano a mano che passano le ore.

Per ovvie ragioni, infatti, i condòmini sono usciti di casa senza portare praticamente nulla con loro: molti erano in pigiama, altri hanno fatto in tempo a cambiarsi velocemente e a prendere al massimo qualche coperta. La prima problematica è dunque la più banale eppure la più fastidiosa: i cambi dei vestiti. Per necessità molti si sono arrangiati comprando qualcosa, soprattutto biancheria intima, altri si sono fatti prestare dei capi di abbigliamento dai familiari. Ma è una toppa che non potrà reggere a lungo, tanto che ieri in molti si sono presentati al 33 di via Turri sperando – invano – di entrare in casa per prendere il minimo indispensabile. Altri ancora hanno invece lasciato nelle proprie abitazioni materiale necessario per la scuola, o per il lavoro, e non possono accedervi.

A spiegare nel dettaglio la situazione è l’assessore al Welfare Matteo Sassi, che fin dalla notte del rogo ha seguito da vicino la sorte degli sfollati. Il vicesindaco ha chiarito che alcune famiglie hanno trovato, o stanno trovando in queste ore, una sistemazione autonoma, collocandosi da parenti e conoscenti. Attualmente sono 13 gli sfollati alloggiati al Cristallo di via Gramsci e una ventina quelli all’Airone di via dell’Aeronautica per un totale di una decina di minori.

«Poiché gli alberghi, che forniscono la colazione, non erano in grado di preparare pranzo e cena – spiega Sassi – abbiamo stretto un accordo con Cir, che porta i pasti pronti». Mentre all’Airone gli ospiti mangiano in hotel, il Cristallo non è dotato degli spazi necessari, perciò «tramite una navetta trasportiamo le persone alla Caritas di via Adua». Ma quanto a lungo il Comune prevede di dover far fronte alle spese? «Finché sarà necessario – conclude l’assessore –, potrebbero volerci giorni o settimane dipende da altre autorità». Di certo però «i contratti che abbiamo in essere scadranno sabato e non è detto che i medesimi hotel diano la loro disponibilità. È possibile che gli sfollati vengano spostati altrove». —

L.G./Am. P.

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