Religioni unite in preghiera per i due morti
Momento di raccoglimento interreligioso in via Turri in ricordo di Mohammed e Malika, presenti anche i figli della coppia
Uniti oltre le differenze di credo e di provenienza. La tragedia di via Turri 33, nella quale sono morti i coniugi Mohammed Bahik, 57 anni, e Malika Ouatach, 54 anni, ha unito la multiculturale zona stazione in un solo, unico, dramma. Ed è proprio in memoria delle due vittime che ieri alle 19, al civico 27, si è svolto un commosso e partecipato momento di preghiera organizzato spontaneamente dai residenti del quartiere.
Alla presenza del diacono Francesco Braghiroli, dell’imam di via Flavio Gioia e degli evangelici cinesi i residenti hanno voluto ricordare la coppia, molto integrata in città così come la maggioranza degli abitanti del palazzo vittima dell’incendio. Un’occasione anche per esprimere vicinanza ai due figli di Mohammed e Malika, di 18 e 17 anni, presenti anche loro dopo la dimissione dall’ospedale. Il più grande dei fratelli – che ha presenziato alle preghiere accanto all’imam, abbracciato alle due zie – la notte del rogo era in casa con i genitori ma fortunatamente è riuscito a scappare appena in tempo, incitato proprio dalla madre. Ma i problemi di salute hanno impedito alla donna di imboccare rapidamente le scale, l’ascensore era bloccato e forse marito e moglie hanno deciso di attendere i soccorsi: li hanno ritrovati lungo le scale tra il terzo e il secondo piano, soffocati dal fumo.
Complessivamente i presenti sono stati circa un centinaio, fra i quali anche il sindaco e diversi italiani residenti nel quartiere. La prima preghiera è stata quella del dell’imam, alla quale ha fatto seguito la lettura della lettera scritta dal vescovo Massimo Camisasca da parte di don Baghiroli. Lettera che è poi stata tradotta in cinese dal rappresentante della comunità evangelica. —
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