Gazzetta di Reggio

Reggio

palazzo compromesso 

Ritorno in tempi lunghi I danni sono enormi

Ambra Prati

L’amministratore del condominio ieri è tornato in via Turri «Ora non ci sono più né luce né gas né scarichi fognari»

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REGGIO EMILIA. «Quando i residenti potranno rientrare nei loro appartamenti? Non ne ho idea. Ho paura però che, per questioni tecniche oltre che investigative, ci vorrà parecchio tempo per ritornare alla normalità. Temo sarà lunga». L’architetto e amministratore condominiale Michele Matrone, subentrato nel marzo scorso nella gestione dei civici 29, 30 e 33 di via Turri, ieri mattina è stato convocato sul posto per quello che doveva essere un sopralluogo, poi rinviato.

Aspetto stanco («sono stravolto, non dormo, via Turri è diventata la mia attività prevalente») e cellulare che non smette un secondo di squillare («sono i residenti, tutti mi stanno tempestando di telefonate per pormi domande alle quali non so rispondere»), Matrone nelle ultime 48 ore è stato convocato più volte in questura e al comando dei vigili del fuoco di via della Canalina.

DOCUMENTI TECNICI

«Dopo aver fornito nell’immediatezza del maxi incendio la mappatura delle proprietà delle 22 cantine e unità abitative alla questura – spiega l’amministratore – ho consegnato soprattutto ai pompieri documenti indispensabili per capire quale fosse lo stato originario dell’edificio: grafici, planimetrie, cartine, i certificati degli impianti e del circuito elettrico, anche se mi pare che non sia quello il problema...».

La palazzina è assicurata contro l’incendio e Matrone si è detto sollevato per la chiusura degli accessi (in un primo momento aveva ipotizzato la necessità di ingaggiare un custode, per evitare episodi di sciacallaggio), mentre sugli sfollati dichiara: «Li capisco, sono spaesati, ma la gestione degli evacuati è di competenza del Comune e io non ho avuto contatti con l’amministrazione».

Edificio Compromesso

Sul tasto dolente della tempistica di rientro, Matrone ha precisato di non essere più entrato nel seminterrato da settembre, quando aveva eseguito un sopralluogo per una presunta infiltrazione d’acqua.

Fatta questa premessa e sottolineando di essere all’oscuro degli sviluppi dell’indagine, l’amministratore si è limitato ad analizzare con il buonsenso alcuni elementi, in base alle richieste ricevute: «Pare che tutti i circuiti elettrici del seminterrato siano bruciati e lì si trovavano la maggior parte degli impianti a servizio della palazzina. Sono andate in fumo anche le tubazioni e le fognature di scarico che camminavano insieme al soffitto delle cantine: significa che, oltre a non esserci luce e gas, se si entrasse in questo momento non sarebbero assicurati nemmeno gli scarichi fognari e le condizioni igieniche minime. Si dovrà ripristinare ciascun impianto, utenza per utenza». Senza calcolare i danni, «incalcolabili: basti pensare a porte e finestre spaccate, interni da asciugare, detriti da rimuovere». —

Ambra Prati

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