Gazzetta di Reggio

Reggio

l’inchiesta prosegue 

Arrivata la Scientifica da Roma e da Bologna

Leonardo Grilli
Arrivata la Scientifica da Roma e da Bologna

Sei i poliziotti venuti appositamente per le indagini Nel frattempo tutti i pazienti intossicati sono stati dimessi

2 MINUTI DI LETTURA





reggio emilia. Erano attesi in tarda mattinata, e alla fine sono arrivati. Gli agenti della polizia scientifica di Roma e Bologna, parte di una task force chiamata appositamente per aiutare nelle indagini, si sono presentati ieri verso le 11.45 in via Turri 33, teatro del rogo che nella notte fra domenica e lunedì ha portato alla morte di due coniugi, al ricovero per intossicazione di altre 38 persone e ha causato danni molto ingenti all’edificio.

l’arrivo in via turri

Si tratta di sei poliziotti che, dopo un passaggio in tribunale, sono arrivati sul posto accompagnati dal pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Maria Rita Pantani. A precederli tre colleghi della Scientifica reggiana, compreso il funzionario responsabile, e diversi uomini dei vigili del fuoco accompagnati dal comandante provinciale, Salvatore Demma, e dal funzionario Antonio Sgro, presente quella drammatica notte per coordinare il lavoro di soccorso dei pompieri reggiani.

l’ingresso

Dopo un rapido briefing all’esterno del palazzo, in attesa che i vigili del fuoco levassero i sigilli in legno dal portone d’ingresso, gli inquirenti sono entrati nelle cantine di via Turri 33. Vestiti con mascherine, pettorina e guanti, scarpe coperte da sacchetti di plastica trasparente, pm e poliziotti sono scesi al piano interrato, guidati dalle torce degli uomini di via della Canalina. Un controllo preliminare, terminato dopo circa 40 minuti.

Quindi il gruppo è uscito senza dichiarare nulla – «Stiamo indagando», il sintetico commento del pm Pantani –, ha svolto una seconda rapida riunione sotto i porticati di via Turri ed è rientrato una seconda volta negli scantinati dell’edificio.

le indagini

Il compito della Scientifica venuta da Roma sarà ora quello di svolgere altre analisi e approfondimenti sui materiali carbonizzati dal rogo e sull’infrastruttura, grazie a particolari dotazioni tecniche su cui può contare solo la sezione della capitale.

Attualmente, comunque, le ipotesi restano ancora tutte in campo.

Il fascicolo è stato aperto contro ignoti per i reati di incendio e omicidio plurimo colposo. Resta aperta la pista dell’occupazione abusiva delle cantine: qualcuno rifugiato nel seminterrato che, per scaldarsi, potrebbe aver usato ad esempio un generatore portatile, visto che nelle cantine non sono presenti prese per la corrente.

Ma non si esclude nemmeno l’atto doloso volontario, ad opera di qualcuno che abbia agito per vendetta o per altre finalità. Nel frattempo ieri sono arrivate le buone notizie che tutti aspettavano: i pazienti ricoverati al Santa Maria sono stati dimessi, compresa la bimba di 6 anni. La sua sorellina di 3 anni resta ricoverata a Milano, ma non è in pericolo di vita. —

Leonardo Grilli

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google