Condannato a dieci mesi per l’evasione dai domiciliari
Rimane in carcere il 35enne che si era giustificato dicendo di essere uscito di casa per andare a comprare dei cerotti per la moglie malata
SANT’ILARIO. È stato condannato ieri, in tribunale a Reggio Emilia, a dieci mesi di reclusione e rimane in carcere l’albanese 35enne Emiliano Fejzo, che la settimana scorsa era finito nei guai per evasione dagli arresti domiciliari . Il pm in udienza – il titolare del fascicolo è Maria Rita Pantani – aveva chiesto una pena di sei mesi. L’avvocato difensore Paolo Bertozzi, invece, l'assoluzione «per mancanza dell’elemento soggettivo del reato: non ha infatti violato le norme con consapevolezza». In subordine, il legale ha chiesto il minimo della pena, e anche che le attenuanti generiche annullassero l'aggravante contestata, cioè i suoi comportamenti recidivi. Il giudice le ha ritenute invece equivalenti. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 35enne – il 4 dicembre – invece di rimanere in casa agli arresti si trovava in un bar in compagnia di un nordafricano con precedenti penali. E appena è sopraggiunta una pattuglia dell’Arma ha cercato di svignarsela, ma è stato ben presto bloccato. In tribunale l’albanese si era difeso dicendo che era uscito per andare a comprare dei cerotti per la moglie malata. Per questa vicenda l’albanese era stato rimesso in libertà, ma è rimane in carcere in quanto è scattato l’aggravamento della misura cautelare, che gli era stata applicata tempo fa (il 5 ottobre) perché era rientrato illegalmente in Italia. Per quella violazione era finito ai domiciliari, ora aggravati con la carcerazione. Fejzo dal 2015 è stato espulso più volte dal questore, ma dall’Albania è sempre sistematicamente tornato nel nostro Paese perché intende seguire la moglie seriamente malata. —
T.S.
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