Il medico Alberto Debbi diventa prete a 42 anni
Sabato alle 18 in cattedrale la cerimonia celebrata dal vescovo Camisasca, domenica la prima messa a Salvaterra
REGGIO EMILIA. Dalla sofferenza nelle corsie degli ospedali alla operosa meditazione davanti agli altari e fra la gente. È il percorso che ora porta don Alberto Debbi, 42 anni, all’ordinazione presbiteriale. Sabato il vescovo Massimo Camisasca gli conferirà il riconoscimento sacerdotale a completamento di un insolito cammino. La cerimonia è fissata alle 18, in cattedrale, e nel corso della stessa liturgia i seminaristi Tommaso Catellani, Matteo Tolomelli e Alessandro Zaniboni riceveranno il ministero del lettorato mentre a Francesco Ametta sarà conferito l’accolitato.
Don Alberto Debbi, che è il quarto dei sei figli di Enzo (il papà, cui si è sempre ispirato, è morto nel 1994) e Anna Rompianesi, è originario della parrocchia del Santissimo Salvatore che fa parte dell’unità pastorale Maria Regina della Pace di Casalgrande-Savaterra, ma attualmente risulta in forza a quella della Beata Vergine delle Grazie di Correggio e vive nella canonica di San Quirino.
Ha frequentato le elementari nelle scuole di Salvaterra poi le medie a Casalgrande e infine il liceo scientifico Spallanzani prima di studiare Medicina presso il Policlinico di Modena, dove si è laureato nel 2001.
Successivamente si è iscritto all’Ordine dei medici e nel 2005 ha ottenuto la specializzazione in malattie dell’apparato respiratorio.
Titolo che lo ha portato a operare per sei mesi nel reparto di Medicina dell’ospedale di Scandiano, per otto mesi al pronto soccorso di Castelnovo Monti e infine nel reparto di Pneumologia dell’ospedale di Sassuolo, dove è rimasto quasi sette anni.
Nel 2012 ha però iniziato a frequentare – mentre continuava a lavorare – l’anno di propedeutica al Seminario reggiano e nell’anno successivo ha definitivamente lasciato la professione sanitaria per intraprendere gli studi di filosofia e teologia, che ha completato fino a ricevere l’ordinazione diaconale il 27 maggio dello scorso anno.
Per prepararsi alla ordinazione don Alberto, che è anche appassionato di montagna e medico del Soccorso Alpino, è stato nelle scorse settimane in Val d’Aosta per un corso di esercizi spirituali predicato da padre Pierluigi Chiodaroli. Era già salito sulle montagne valdostane nel 2008, alle prime avvisaglie della chiamata sacerdotale, e lo stesso ha fatto nel 2017 in vista del diaconato.
Sabato dunque diventerà sacerdote e domenica, alle 16.30, potrà celebrare la sua prima santa messa nella chiesa parrocchiale di Salvaterra, proprio il paese in cui è nato il 12 marzo del 1976.
Il suo pensiero può essere sintetizzato in queste affermazioni: «Credo molto nel prete tra la gente e per la gente, che s’impegna per avvicinare le persone a Dio e aiutarle a trovare i veri pascoli della vita». Per concludere con l’annotazione: «Se in occasione della ordinazione diaconale sentivo più che altro di mettere la mia vita a disposizione del Signore rispondendo al suo amore, oggi percepisco davvero come il suo dono sia sovrabbondante. È tutta grazia, e più diventiamo piccoli più il Signore può agire servendosi di noi». —
Luigi Vinceti
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