Gazzetta di Reggio

Reggio

il processo/2 

Ricettazione, in cantina nasconde 20 biciclette e un centinaio di ricambi

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Probabilmente la polizia il 3 settembre di due anni fa era andata a colpo sicuro, quando è entrata nel palazzo di viale Isonzo al civico 30 per fare un controllo in una precisa cantina posta al seminterrato dell’edificio.

Gli agenti hanno dovuto troncare il lucchetto con cui la cantina era chiusa, comunque all’operazione era presente chi poi è finito nei guai per quanto trovato, cioè il disoccupato georgiano 37enne Daviti Chogovadze, privo di un documento d’identificazione e solo in un secondo momento gli è stato dato un volto preciso.

E aprendo quella cantina era apparsa ai poliziotti una sorta di “paradiso dei ciclisti”, peccato che fosse tutto illegale, perché il 37enne non aveva saputo dare una plausibile spiegazione del perché avesse in cantina la bellezza di una ventina di biciclette e un centinaio di pezzi di ricambio fra telai, carter, ruote, portapacchi, selle, cerchi per le ruote, copertoni, manubri e parafanghi.

Era così scattata una denuncia per ricettazione aggravata nei confronti del georgiano. Ieri doveva iniziare il procedimento davanti alla Corte presieduta da Simone Medioli Devoto (giudici a latere Chiara Alberti e Sarah Iusto), ma per un problema legato al fascicolo ancora incompleto(agli atti solo il verbale di sequestro e l’identificazione) l’udienza è stata aggiornata al 13 marzo. Dell’imputato non si sa più nulla, ma in aula viene rappresentato dall’avvocato d’ufficio Rita Gilioli, mentre l’accusa è sostenuta dal pm Iacopo Berardi. Probabile l’approdo a un rito abbreviato, con sconto di pena di un terzo. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google