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Droga, sette sfuggiti alla retata controlli a tappeto della polizia

Enrico Lorenzo Tidona
Droga, sette sfuggiti alla retata controlli a tappeto della polizia

Caccia agli spacciatori latitanti colpiti dalle 27 misure cautelari eseguite martedì Nell’inchiesta spuntano regolamenti di conti col machete e arresti in flagranza

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Resa dei conti con il machete, chili e chili di droga nascosti a Reggio, il prepotente ritorno dell’eroina sulle piazze dello spaccio da una parte. Dall’altra, però, la silente opera della polizia che nel giro di tre anni mette a segno una lunga serie di arresti in flagranza, sequestrando chili di droga e chiudendo il cerchio con una retata finale, scattata due giorni fa. Sono gli ulteriori dettagli che emergono dall’operazione Rexit, inchiesta che ha smantellato un’organizzazione di spacciatori con epicentro alle ex Reggiane, culminata con gli arresti di mercoledì scorso. Quarantotto ore dopo, però, sono ancora sette i latitanti che mancano all’appello alla procura di Reggio Emilia, che ha chiesto e ottenuto nei giorni scorsi dal gip Luca Ramponi 19 misure cautelari in carcere, quattro ai domiciliari e quattro obblighi di firma.

IL MACHETE

C’è un episodio, tracciato dall’inchiesta partita nel 2015 e terminata in una corposa ordinanza, che oltre ai traffici di droga restituisce la pericolosità di molti protagonisti. Del resto sono stati sequestrati nove chili di eroina, due di cocaina, un chilo e mezzo di hascisc, un chilo di marijuana e 119 piantine di cannabis. In un caso, proprio a seguito di una sparizione di una partita di droga sotterrata, il “proprietario” voleva appianare la questione ricorrendo al machete. L’uomo, però, è stato arrestato in flagranza di reato prima che si potesse vendicare.

RAFFICA DI ARRESTI

L’escalation di Reggio è stata ritenuta preoccupante dal capo della procura, Marco Mescolini. L’indagine della squadra mobile ha visto diversi arresti, dal 2015 in poi, e infine le misure cautelari scattate mercoledì scorso all’alba.

Reggio nell’inchiesta è piazza di spaccio ma anche di rifornimento. Il 30 dicembre 2015 era stato arrestato Natalino Malvasi, 40 anni, residente in provincia di Matera, insieme a Vincenzo Giuseppe Donadio, 31 anni, sorpresi con un chilo di eroina. Il rifornimento giungeva da Reggio Emilia, dove gli agenti erano in ascolto tramite intercettazioni mirate, che hanno portato alla scoperta.

Ci sono anche episodi considerati minori, come nel gennaio del 2016, quando è stato arrestato Karim Bensaid, tunisino residente a Reggio, mentre vendeva 5 grammi di eroina: altri 150 grammi erano in casa. Ingenti quantitativi sono stati rinvenuti invece sempre nel 2016 in capo Said Bouadili, 26 anni, domiciliato a Modena, e Taoufik Bouadili, 30 anni, residente a Modena, sorpresi un chilo e mezzo di cocaina e 403 grammi di hashish. Sempre nel maggio di quell’anno a Modena, sulla scorta dell’attività dell’indagine reggiana, la Squadra Mobile diretta da Guglielmo Battisti, con i colleghi modenesi, hanno perquisito e arrestato Amir Mahmoudi, 32 anni, trovato in possesso di ben 5,6 chili di eroina suddivisi in panetti, oltre ad altri 85 grammi di cocaina.

IL CARCERE

Le misure in carcere sono state disposte per Arafet Abdallah (25 anni), Ali Souid (36 anni), Salah Eddine Mounir (40 anni), Said Bouadili (26 anni), Hysi Banush (41 anni, considerato il pesce più grosso), Karim Bensaid (35 anni), Gali Skandar (39 anni), Ali Zituni (41 anni), Alaa Eddin Ben Saleh (25 anni), Khaled Ben Hammar (28 anni), Amir Mahmoudi (32 anni), Said Hichem (40 anni), Hichem Wisleti (39 anni). —



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