Educatori in protesta chiedono più ascolto
REGGIO EMILIA. Presidio ieri mattina davanti al Comune, di alcuni componenti di Adl (Associazione Diritti Lavoratori del settore educativo) e di Eduki, collettivo educatrici educatori.
Una delegazione sindacale ha steso un telo con la scritta «Diritti e dignità per il terzo settore» per lamentare la mancanza di risposte alla richiesta di un tavolo istituzionale per affrontare le difficoltà del settore. «È dal 2012 – ha spiegato Silvio Rosati di Adl – che manca il rinnovo del contratto collettivo e inoltre sono palesi le lacune della legge che, per concedere il lavoro, richiede la laurea e la partecipazione a corsi di formazione troppo costosi per chi percepisce redditi esigui».
Dal 26 ottobre, conclude Rosati, «stiamo insistendo perché il Comune faccia da tramite fra le cooperative e l’università per un calo degli oneri utilizzando anche i fondi regionali. È già stata discussa una mozione ma fino ad oggi nessuna risposta e questo silenzio ci sembra inconcepibile in una città che della formazione educativa ha fatto una bandiera. Sono circa 5.000 i reggiani interessati». —
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