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Ilenia Malavasi si candida per il bis «Restituito l’81% del debito di En.Cor»

Cristina Orsini
Ilenia Malavasi si candida per il bis «Restituito l’81% del debito di En.Cor»

L’assemblea Pd vota all’unanimità il sindaco in carica, che nella relazione ripercorre i cinque anni di governo

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correggio. Nonostante la vicenda En.Cor, ha vinto la prima volta. E sulla grande fatica per risanare un debito di 30 milioni di euro e spiccioli, tutti in capo al Comune, tenterà di fare il bis il prossimo maggio.

Ilenia Malavasi si ricandida per il secondo mandato. L’assemblea convocata mercoledì sera al salone delle feste – iscritti al Pd, simpatizzanti, esponenti di altre liste, in totale circa 130 persone – ha deciso all’unanimità, per alzata di mano, di ridare fiducia al sindaco in carica, pronto per la nuova corsa.

21 milioni di debiti

E proprio di En.Cor, Malavasi ha parlato nella lunga relazione nella qual ha presentato l’attività di quasi 5 anni di governo. «Siamo riusciti a restituire – ha detto Malavasi – l’81% del debito». Il residuo, il 19%, continuerà a gravare sul prossimo bilancio del 2019, l’ultimo nel quale il Comune sarà chiamato a risarcire il debito.

Una brutta gatta da pelare il crac della società Energie Correggio, En.Cor appunto, srl a capitale totalmente pubblico, che doveva essere il fiore all’occhiello nel settore delle energie rinnovabili (impianti di riscaldamento a biomasse) e che invece anno dopo anno, a partire dal 2007, ha accumulato debiti da capogiro con tre banche, la San Felice sul Panaro, il Banco Popolare e Bnl. Gli istituti di credito hanno concesso prestiti per un totale di 30 milioni di euro (scesi a 21 grazie alla transazione del 30% con le banche), le cui rate però a un certo punto non sono state più pagate. E proprio a causa delle lettere di patronage – una sorta di garanzia sull’investimento – firmate dal Comune (una direttamente dall’allora sindaco Marzio Iotti, le altre dalla giunta) che alla fine della controversia il “cerino” è rimasto in mano all’ente pubblico, condannato al pagamento per risarcimento dei danni.

vendite e risparmi

Malavasi entra in scena del 2014 si rimbocca le maniche e cerca soluzioni: spulcia i bilanci per individuare le voci di spesa sulle quali poter risparmiare – sia sulla parte corrente sia sugli investimenti – e fa partire un piano di alienazioni di tutto rispetto: vende allo Stato le caserme dei carabinieri e della guardia di finanza ricevendone in cambio più di 4 milioni di euro; viene venduto l’immobile dell’ ex moschea. Tra risparmi, tagli, vendite, il Comune arriva al consuntivo 2017 con il 50% del debito pagato. «Siamo riusciti – disse allora Malavasi – a non alzare le tariffe e a non tagliare i servizi per i cittadini», affermazione ribadita anche mercoledì sera.

Cosa resta da vendere? Di sicuro, almeno fino a questo momento, il pacchetto di azioni Iren del Comune di Correggio non è stato toccato. Si tratta di 6.458.874 quote, e di queste 2.028.205 possono essere mese in vendita in caso di necessità. Un anno fa Malavasi sostenne che «la priorità è salvaguardarle». Vedremo cosa deciderà per il bilancio 2019 che verrà incardinato prima della tornata elettorale.

il fallimento

C’è un ultima possibilità per il Comune di uscire dalle secche di un debito maxi e che potrebbe essere risolutiva: la chiusura della procedura fallimentare che da qui a qualche mese potrebbe dare la boccata d’ossigeno definitiva all’ente pubblico. In quel caso il Comune, creditore privilegiato En.Cor proprio grazie alla transazione con le banche, si insinuerà nel patrimonio residuo della società composto dall’immobile, il terreno e i macchinari. Tutto dipenderà dalle decisioni del curatore fallimentare. —

Cristina Orsini

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