Piazze, chiostri e reggia di Rivalta Il ministero chiede chiarimenti
I Beni Culturali rispondono ai dubbi di Fabio Pederzoli e ordinano alla sovrintendenza un’informativa su tutto
Non demorde. Dopo avere insistito con la sovrintendenza di Bologna per sapere (con protocollo e per iscritto) quali modifiche fossero state ordinate per la riqualificazione delle piazze reggiane, Fabio Pederzoli torna alla carica. Stavolta in via diretta con il ministero dei Beni Culturali.
Il 27 novembre ha scritto al dicastero per chiedere un intervento del ministro Bonisoli sui cantieri in corso in piazza Roversi, sui lavori ai chiostri benedettini di San Pietro e sul progetto relativo ai giardini della reggia di Rivalta. In sostanza Pederzoli chiede chiarimenti alla “fonte” di chi finanzia il Progetto Ducato Estense e sull’osservanza dello status quo, delle tracce storiche, artistiche, architettoniche e urbanistiche.
più veloce della luce
Più veloce della luce e della stessa sovrintendenza di Bologna (che impiegò 188 giorni a rispondere), il ministero ha dato ascolto all’esponente reggiano del Movimento Nazionale per la Sovranità, che ha una qualche nostalgia per l’Italia pre-unitaria. L’architetto Alessandra Marino ha risposto a Pederzoli il 6 dicembre, ma indirettamente. Perché il destinatario della nota del ministero è la sovrintendenza di Bolognae la segreteria del ministro stesso. In sintesi Roma sollecita un’informativa a Bologna sui progetti di Reggio: “Si chiede a codesta Soprintendenza di voler informare la scrivente sulle attività riferite al progetto Ducato Estense approvato dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica – Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 proposto da questo Ministero nel Piano Cultura e Turismo, e che prevede la realizzazione di interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, in particolare per il progetto Ducato Estense nel quale è previsto l’avvio di cantieri di restauro e di interventi di riqualificazione”.
totale rispetto
“Per conoscenza” Pederzoli sta aspettando la risposta. Lui ha sparato a zero su tutto, tornando a criticare il progetto di piazza Roversi per il quale molte voci si sono levate e si levano per la salvezza di tre tassi, l’intrusione di spigoli vivi, il sempiterno ricorso alla pietra di Luserna, la costruzione di una vasca poligonale davanti alla curvilinea chiesa settecentesca del Cristo appena restaurata.
“La presente per richiedere un intervento del ministero di tutela dei siti indicati, affinché – aveva scritto nella sua richiesta Pederzoli -, le pur necessarie ristrutturazioni e riqualificazioni, siano improntate al totale rispetto storico ed architettonico. E che tali riqualificazioni siano accompagnate da una relazione storica accurata ed approfondita; cosa quest’ultima in sostanza assente, in progetti che virano al contemporaneo e che non tengono conto del contesto architettonico coevo al Ducato Estense”.
Sempre l’esponente reggiano del Movimento Nazionale per la Sovranità (che usa il sinonimo atestino per dire estense), ha rincarato: “Le riqualificazioni indicate sono completamente avulse dal contesto e dal concetto di valorizzazione del patrimonio architettonico estense; i progetti circolati ed evidenziati al pubblico con rendering sulla stampa locale, sono chiaramente di impronta contemporanea, estranei alla tradizione atestina della nostra città”.
Per Pederzoli è necessaria “una scrupolosa lettura storica dei siti in questione che tenga conto della loro genesi e del loro stile architettonico coevo alla primitiva progettazione”. La lettera del 27 si chiude così: “La valorizzazione architettonica, la sua conservazione e la sua tutela, sono il primario compito, a cui si dovrebbe attenere ogni progetto di ristrutturazione. Prego un interessamento con la massima urgenza”.
“fermate quei lavori”
Pederzoli non s’è fermato qui. Ha mobilitato il consigliere regionale Michele Facci del gruppo misto, che l’11 dicembre ha inviato una interrogazione a risposta scritta alla presidente dell’assemblea legislativa Simonetta Saliera. Le domande di Facci: se non ritenga di intervenire presso la Sovrintendenza, se non ritenga di intervenire presso il ministero “affinché siamo bloccati momentaneamente i lavori, per dare modo e tempo di poterli reindirizzare nel corretto binario della valorizzazione del patrimonio storico atestino”. Ultima richiesta di Facci: “chiedere al Ministero una attenta verifica sulla riqualificazione dei Chiostri benedettini di San Pietro, la cui ristrutturazione è stata finanziata con fondi del progetto regionale Por-Fers Emilia Romagna 2014-2020, in quanto gli stessi rischiano di perdere definitivamente la loro natura, con incalcolabile danno al patrimonio storico nazionale, trattandosi di un gioiello di architettura rinascimentale”. —
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