Gazzetta di Reggio

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L’INIZIATIVA di impact hub 

Sbarca a Reggio la Junior Digital School domani l’Open day

M.S.

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REGGIO EMILIA. Hanno assai presto in mano smartphone o tablet, ne sono costantemente attratti, quanto e più di noi adulti. Eppure, guai a lasciarli soli in balìa di questi arnesi infernali: ad ammonirci, in pratica ogni giorno, ci sono vere e proprie leggende come quella che vuole i vari Jobs e Gates severissimi censori dei loro eredi, in pratica gli unici ragazzi al mondo, a cui era vietato usare il cellulare. «Forse - sorride Francesco Buzzoni - alla Sylicon Valley sanno cose che noi non sappiamo. Di certo tutti, noi adulti ma anche i nostri figli, i cosiddetti nativi digitali, abbiamo bisogno di un’educazione digitale».

È così, con questo preciso intento che nasce l’idea della Junior Digital School, l’iniziativa promossa da un collaudatissimo gruppo di innovatori reggiani. L’appuntamento è per domani pomeriggio nella sede del coworking Impact Hub, in via dello Statuto 3. È lì che dalle 16 alle 18, in un vero e proprio open day verranno presentati i corsi che partiranno a gennaio sotto la supervisione dei tre ideatori, Francesco Buzzoni, Paolo Lasagni e Alfredo Colella, «e anche Francesco Bombardi - sottolinea Buzzoni - farà parte del team».

Invero, quello che ha per protagonisti questo manipolo di innovatori è un vero e proprio percorso, di sperimentazione e condivisione. Un percorso partito anni fa con i coderdojo, occasioni ludico-formative che hanno riscosso sempre un grande successo. E come in tutte le storie di successo, anche in questo caso l'asticella si alza, si deve alzare. E la Junior Digital school è la nuova sfida.

«I coderdojo - ammette Paolo Lasagni - l'esperienza di avvicinare i bambini al mondo del coding ci ha sicuramente ispirato, anche se con questi corsi vogliamo andare oltre: non solo coding, ma anche integrazione tra discipline diverse».

Tutte le lezioni saranno tenute da professionisti del settore, i corsi sono per due fasce d’età: 8-10 e 11-13. «Non vogliamo creare mini programmatori, vogliamo aiutare i ragazzi a sviluppare la loro creatività». —

M.S.

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