Sondaggio: obbligato a vincere nel 2014 ma destinato al ballottaggio nel 2019
Al primo turno i democratici al 41% (con le liste satelliti) e il centrodestra (se unito) al 34%. I pentastellati previsti al 25%
“Condannato a vincere”. Sembra trascorso un secolo da quando il collega Evaristo Sparvieri descriveva le prospettive della candidatura a sindaco di Luca Vecchi. Le tre parole erano scritte in un servizio in tredicesima pagina di giovedì 23 maggio 2014, tre giorni prima delle elezioni amministrative.
Sembra trascorso un secolo, perché in neanche cinque anni è capitato di tutto: il Pd al 40,8% alle europee, le scissioni, il Pd al 18,7% alle politiche del 2018, l’esaurimento del renzismo, la vittoria e il contratto di governo tra M5s e Lega. Lo scenario s’è capovolto. Nulla è più come prima.
Vecchi il 25 maggio 2014 aveva conseguito il 56,3% dei consensi. E ora che ha ufficializzato la sua ri-candidatura è sicuro di ri-farcela? Che cosa lo ha convinto a doppiare l’impresa, annunciata ieri ma ormai certa già dal settembre scorso a FestaReggio?
Probabilmente anche l’esito di un sondaggio commissionato dal Pd ed effettuato proprio al termine della stagione estiva. Da fonti extra-reggiane abbiamo appreso alcuni dati emersi dalla ricerca, e siamo in grado di proporli ai lettori.
INVARIATO
I risultati del Pd alle elezioni comunali 2019 risulterebbero pressoché invariati rispetto a quelli registrati per le politiche del 4 marzo scorso. La percentuale di riferimento non è quella nazionale (l’affondamento al 18,7%) ma la locale, quella della città: esattamente il 36%. Con cautela il sondaggio – ad oggi – attesterebbe il Pd a Reggio Emilia capoluogo attorno al 32%. Che aumenterebbe di oltre dieci punti con il rinforzo delle liste satellite o personalizzate. Di queste si hanno notizie disparate anche se è certa la loro formazione come un kit di sopravvivenza: Leu-Mdp, +Europa, una formazione tagliata sartorialmente su Vecchi-persona. Per aumentare, per arrotondare. Nel 2014 il grappolo era composto da sei supporter: Sinistra ecologia e libertà (Sel), Lista Civica – Svoltare, Lista Civica - 0522 Reggio Chiama Matteo, Lista Civica - Leoni di Reggio, Idv + Partito del Sud e Centro Democratico. Insieme queste coorti avevano fornito al Pd un gettito ulteriore di 6,8 punti (il Pd in purezza si era attestato sul 49,8%).
L’ipotesi dei “dati invariati” deve aver rincuorato il sindaco e quel che resta del Pd reggiano. Ma se nel 2014 Vecchi era “condannato a vincere”, nel 2019 probabilmente sarà “condannato al ballottaggio”. Il sondaggio apprezza un centrodestra attestato sul 34%, dunque di 4 punti percentuali superiore al Pd in solitaria, il quale con le liste satellitari raggiungerebbe quel troppo ottimistico 41% che però non gli consentirebbe di vincere al primo turno.
COALIZZATI
Il riferimento al centrodestra avanti rispetto al Pd e quindi destinato al ballottaggio è complesso. Indica un avversario in piena e totale coalizione. Cosa oggi inimmaginabile considerando che la Lega se ne sta al governo con i Cinque Stelle, Forza Italia è all’opposizione attendista, Fratelli d’Italia sostiene marginalmente ma non è nel contratto. Va ricordato che il 4 marzo scorso a Reggio la Lega ha attratto il 26,5% dei suffragi, Forza Italia il 14,7% e Fratelli d’Italia il 9%. Nelle comunali del 2014 il panorama era totalmente diverso: Lega al 3,9%, Forza Italia al 13,3%, (compresi Fratelli d’Italia) attualmente sono molti i segnali che insistono sui leghisti in corsa da soli.
IL SU E GIù
Nei prossimi mesi parte dei giochi locali saranno influenzati dalla situazione nazionale e dal “su e giù” dei sondaggi riferiti ai partiti governativi. Basti sottolineare che il sondaggio commissionato dal Pd indica un M5s attestato al 25%, contro il 27,6% delle politiche 2018, contro il 17,8% delle comunali 2014, dunque in dimagrimento.
GRADIMENTO
Certo, da qui a maggio di acqua ne passerà sotto i ponti. Le variabili sono davvero infinite: la volubilità dell’opinione pubblica, l’attività del governo, gli esiti della debilitante fase congressuale dei Democratici, il tachimetro della rabbia o del pessimismo. Ma il sondaggio avrebbe fornito a Vecchi anche una serie di indicazioni sul gradimento. Intanto il 55% degli intervistati avrebbe espresso sulla sua gestione un giudizio positivo. Bene l’impegno di questa amministrazione comunale sul fronte dei servizi, della sanità, dell’assistenza e della scuola (la miglior tradizione reggiana).
A ciò si aggiunge la questione lavoro oltre la crisi: il livello di disoccupazione è assolutamente basso rispetto al dato nazionale. Il 4%. Vecchi lo ha fatto emergere durante la manifestazione di Unindustria al Centro Malaguzzi, lunedì sera.
FALLA SICUREZZA
La falla del Pd, invece, è rappresentata dal tema sicurezza, il quale esonda e crea una forte e giustificata sensibilizzazione dei cittadini: legalità, criminalità, clandestinità, abusi, zone fuori controllo, gli ultimi lutti. Su questo versante gli avversari accerchianti baseranno la loro campagna anti-Vecchi, e ancor più contro il sistema egemonico dal dopoguerra a oggi. Gli antagonisti – prima di tutto una Lega assolutamente in crescita – puntano il tutto e per tutto sulla “spallata emiliana”.
Al riguardo, mentre alcuni sondaggi darebbero perduta la città di Ferrara, altri (come quello che sostiene questo servizio) indicano una tenuta per Reggio Emilia e per Modena.
Come sempre il “se” è di rigore: se in questi mesi il Pd riuscirà in una manovra acrobatica e aerobica (necessità d’ossigeno). —
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