«Un percorso tutto nuovo per la Reggio del futuro»
Il sindaco Luca Vecchi annuncia la sua ricandidatura e lancia la sua sfida «Non vogliamo un programma elettorale ma un progetto per e con la città»
Si avvicinano le elezioni amministrative ed è tempo di fare il punto della situazione per capire cosa si è fatto durante questo mandato e cosa si ha intenzione di fare per il prossimo. Ieri sera, a intervenire alla Fondazione nazionale della Danza Aterballetto di Reggio Emilia, in via della Costituzione 39, durante l’evento “Sta nascendo una nuova città” è stato non solo l’attuale sindaco Luca Vecchi, che ha dato il via alla campagna elettorale, ma prima di lui anche alcuni ospiti e cittadini impegnati in diversi ambiti della vita sociale della città. Da Kadija Lamami, per quanto concerne la rigenerazione urbana e le reti sociali, a Giuliano Quaiotti per il ricambio generazionale, da Paolo Burani a Matteo Braghiroli, che si occupano rispettivamente di agricoltura sostenibile e diritti dei giovani nel percorso scolastico, Ada Francesconi e Carlotta Bonvicini per la cultura e l’ambiente, fino ad Alessandra Zecchetti e Mikkel, esempio di “Reggio Emilia città senza barriere”.
Ognuno con la propria esperienza e lanciando nuove sfide per il prossimo eventuale mandato di Vecchi, hanno ricostruito cinque anni di amministrazione, scelte e fragilità. Proprio di queste ultime si è parlato in maniera più assidua, sottolineando come ci sia ancora molto da fare. «Nessuno credeva possibile riqualificare la zona della stazione – ha detto il sindaco – Ci sono progetti che sono nati per rafforzare l’idea di comunità e integrazione che sono stati fondamentali per la crescita continua della città. Il biologico e un territorio a misura di giovani sono invece nuovi obiettivi da raggiungere e dove non si è fatto ancora abbastanza. La rete d’ascolto e la cultura sono i pilastri fondamentali dell’idea di città che ho e avrò sempre».
Non si tratta perciò di proseguire un percorso, ma di costruirne uno nuovo, che porti a onorare due simboli importanti per Reggio Emilia e per la nazione: la bandiera e la Costituzione. «In questi giorni è esposta una mostra dedicata ai principi dell’Italia che ci ricordano i valori morali e civili che hanno reso possibile la costruzione del Paese – continua – La nostra città nel suo piccolo ha contribuito a farne parte e ha ancora molto da offrire. Dobbiamo progettare insieme il futuro e tenere vivo il nostro forte protagonismo civico».
Nel suo intervento Vecchi non tralascia le fragilità che in questi cinque anni ha incontrato, esprimendo il suo stupore per quello che è stato fatto nonostante la crisi e altri ostacoli. «La fragilità non va di moda – dice – Con impegno e dedizione però dobbiamo renderla un elemento costituente e non motivo di disuguaglianza e odio».
Nelle sue parole e tra gli applausi dei presenti si avverte un ottimismo che a livello nazionale sembra ormai perduto. «Costruire legami, relazioni e reti – dichiara il sindaco – Non vogliamo costruire un programma elettorale, ma un progetto per e con la città per il futuro comune. Rispetto e disponibilità stanno certamente alla base, l’ascolto deve essere il canale principale per capire quali sono i bisogni e la decisione è solamente il coronamento finale».
Sono due le sfide che Vecchi si propone di vincere; far divenire Reggio una capitale green grazie a piani ecologici e ambientali mirati e investire sul lavoro in termini di innovazione e conoscenza. «Come sarà la città nel 2024? – conclude – Risposta difficile. Dal mio canto, sicuramente una comunità sempre più unita che ha il coraggio di abbattere barriere e di mettersi in gioco». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
