Gazzetta di Reggio

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antimafia e politica 

Le case sequestrate al clan Grande Aracri diventano alloggi per la Guardia di Finanza

Enrico Lorenzo Tidona

Si tratta del più grande sequestro di Aemilia. Tredici di questi appartamenti a Sorbolo riconsegnati martedì da Salvini

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Tredici appartamenti a Sorbolo confiscati al clan emiliano legato ai Grande Aracri saranno restituiti alla comunità. Per “dimenticare” gli affari dell’organizzazione criminale, le dimore diventeranno alloggi per i militari della Guardia di Finanza. A sancire questa importante transizione sarà direttamente il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che martedì prossimo, 18 dicembre, sarà nel piccolo comune al confine con la Bassa reggiana, per la riassegnazione degli immobili destinati alla confisca a seguito delle sentenze di Aemilia.

Parte degli alloggi – a cui si aggiungono tredici garages – sarà consegnata quindi alla Guardia di Finanza in un più ampio progetto di riconsegna allo Stato.

L’affare Sorbolo – così è stato classificato il capitolo nell’inchiesta Aemilia – riguarda in realtà decine di appartamenti tra via Genova, via Torino, via Montefiorino e via Venezia. Quello di Sorbolo è infatti il più cospicuo sequestro scattato con l’inchiesta Aemilia, giunta alla sentenza di Cassazione in abbreviato e al primo grado in dibattimento. Sentenze che confermano il radicamento della cosca di ’ndrangheta ora autonoma in Emilia e legata ai Grande Aracri di Cutro, il cui boss Nicolino avrebbe reinvestito di tasca propria – ma tramite i suoi sodali – proventi illeciti per la maxi speculazione edilizia a Sorbolo.

La riconsegna sarà preceduta da una celebrazione vera e propria, che inizierà martedì alle 10.30. Presente il sindaco di Sorbolo, Nicola Cesari, che ha promosso l’operazione. Dopo di lui si alterneranno sul palco l’assessore regionale Palma Costi, il direttore dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati Ennio Mario Sodano, il comandante regionale dell’Emilia Romagna della Guardia di Finanza, il generale di divisione Giuseppe Gerli, e infine il ministro Salvini.

L’affare Sorbolo ha tenuto banco per diverse udienze nell’aula bunker di Reggio Emilia e molte società coinvolte hanno sede nella nostra città, così come i protagonisti, che vanno da Alfonso Diletto a Giuseppe Giglio a Nicolino Sarcone e molti altri. Si tratta di una lottizzazione che prevedeva l’edificazione di complessi residenziali in via Venezia e in via Torino (costituiti da 5 condomini comprensivi di 40 unità abitative) e di due condomini in via Marmolada; nonché negli interventi edilizi a Vicomero e Reggiolo, in quest’ultimo caso per la realizzazione di 11 villette a schiera, per la cui realizzazione utilizzavano beni provenienti da illeciti (legati a un affare di piastrelle) messi a disposizione del gruppo di Giglio, diventato poi pentito nel processo.

L’imprenditore, considerato il bancomat del clan, si era già visto sequestrare 40 camion, finiti poi in confische andate ai vigili del fuoco e alle imprese impegnate nella ricostruzione del sisma in Emilia. —



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