Gazzetta di Reggio

Reggio

l’analisi della camera di commercio 

Nei prossimi tre mesi 13mila nuovi contratti ma il 73% è a termine

Sono già 2.800 le assunzioni nei primi 14 giorni di dicembre La quota più alta sarà assorbita dal settore dei servizi

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REGGIO EMILIA. Aumentano i nuovi contratti di lavoro, ma fra questi pochissimi saranno quelli a tempo indeterminato. Nell’arco di tre mesi, da dicembre al prossimo febbraio, si calcola infatti che saranno 12.900 i nuovi contratti di lavoro che verranno stipulati nella nostra provincia.

Solo il 27% sarà però a tempo indeterminato. Due ingressi su tre avranno luogo nel settore dei servizi e nel 33% dei casi riguarderanno giovani con età inferiore ai trent’anni. Sono le stime dell’ufficio studi della Camera di Commercio reggiana che segnala, già a partire dal mese in corso, un totale di circa 2.800 assunzioni. La quota più elevata è però prevista in gennaio con quasi 6.200 ingressi, pari al 48% del totale dei nuovi rapporti di lavoro del trimestre.

L’analisi dell’ente camerale è ricavata dal sistema informativo Excelsior e la prima indicazione segnala 480 opportunità di lavoro in più rispetto al primo mese del 2017 malgrado un calo delle imprese che annunciano degli incrementi di personale.

Industria e servizi sono i settori con il più concreto dinamismo, tanto da prevedere assunzioni per circa i due terzi dei nuovi posti di lavoro. Buone prospettive anche per la filiera del turismo (servizi, alloggio, ristorazione) dove si dovrebbe registrare il 28% del totale degli ingressi.

A seguire la quota del commercio con il 20,5%. Cui vanno poi aggiunti i trasporti, la logistica, il magazzinaggio, gli operativi di supporto alle imprese, che assorbiranno il 12,9%, per finire con i servizi alla persona con l’11,7% in più. Previsioni inferiori per i nuovi occupati nei servizi informatici e nelle telecomunicazioni che prevedono ognuno il 5,8% delle coperture.

Le analisi del sistema camerale scendono ancor più nel dettaglio quando precisano che degli oltre 1.000 ingressi previsti nell’industria manifatturiera (comprese le costruzioni) la quota maggiore, pari al 29,2% del totale del settore secondario, è destinata alle industrie meccaniche ed elettroniche seguite dalle metallurgiche e da quelle di prodotti in metallo (20,8%).

Accanto ai contratti a tempo indeterminato e di apprendistato (come detto il 27%) c’è purtroppo il restante 73% di contratti a termine. Per finire con i profili di più alto livello (dirigenziali, specialisti, tecnici) con il 21% di assunzioni, vale a dire oltre il 20% della media nazionale.

Anche in questo ristretto ambito infine, almeno un terzo dei nuovi posti sarà riservato ai giovani con meno di trent’anni. —

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