Gazzetta di Reggio

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LE TESTIMONIANZE 

«Occupano a ogni ora gli appartamenti vuoti»

Am.P.
«Occupano a ogni ora gli appartamenti vuoti»

Una donna che vive sotto l’alloggio andato a fuoco ha chiamato più volte il 113 per segnalare rumori sospetti

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REGGIO EMILIA. «È da domenica che chiamo il 113 segnalando che gruppi di persone entrano nel palazzo, di giorno e di notte, per occupare gli appartamenti sfitti: come dei topi. Ho telefonato anche la notte dell’incendio, ben due volte, per lanciare l’allarme». Alessandra Munteanu, 48 anni, risiede al quarto piano di via Turri 35. Secondo quanto afferma, è stata lei a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

L’ALLARME AL 113

«Ho digitato il 113 una prima volta alle 23.42 quando ho sentito dei rumori di gente che scendeva per le scale; poi di nuovo all’1.40, quando è venuta la polizia. Ho sentito altri rumori sospetti verso le 3 e a quel punto mi sono appostata dietro lo spioncino. Alle 5 il fumo ha iniziato a passare sotto la porta e a invadere il mio appartamento: sono andata sul balcone, si sentiva odore di bruciato. Allora sono uscita e ho visto il mio vicino di casa, un bravo ragazzo, che stava bussando alle porte dicendo agli altri di andarsene».

Lei non è fuggita. «Ho avuto paura delle scale, dopo quello che è successo qui di fianco. Mi sono barricata in casa e ho atteso finché non mi hanno portato fuori».

OCCUPAZIONI ABUSIVE

Secondo la 48enne le occupazioni abusive nella palazzina sono all’ordine del giorno. «Domenica alle 16 ho sorpreso due-tre stranieri che scavalcavano la finestra senza inferriata uscendo sul balcone. Non so chi fossero, erano stranieri, forse magrebini. E non è che dopo il maxi incendio di domenica le cose siano cambiate: hanno continuato a entrare, così come nelle cantine abbiamo trovato nuovi rifiuti. Qui non si finisce mai. Io sono proprietaria e senza lavoro, ma voglio andare via. Ho paura».

GLI ALTRI RESIDENTI

Un parente fabbro di Lin Jin Tao, 24 anni, ieri mattina era intento a ripristinare la porta dell’appartamento del quinto piano. «Mio nipote mi ha chiamato stanotte, gli ho detto di uscire subito mettendosi uno straccio bagnato sulla bocca – spiega – Quando lui è rientrato, la porta era stata spaccata, forse dai pompieri. Le occupazioni abusive? È vero: qui siamo all’interno 27, il 26 qui a fianco è vuoto ma spesso forzano l’ingresso. Ho aggiustato la serratura io più di una volta».

«No non me la sento di raccontare, sto traslocando, non ne voglio sapere nulla», spiega una donna sempre al quinto piano, mentre un signore aggiunge: «Dormivo, non mi sono accorto di nulla». Apre la porta del terzo piano un’italiana di 29 anni. «Non c’ero stanotte, per fortuna abito altrove, sono venuta a controllare l’appartamento del mio fidanzato. So che la coppia di italiani qui a fianco con tre figli era terrorizzata. Spero che lo scempio finisca, qui è invivibile. La colpa è dei proprietari italiani: affittano a chiunque».

Al secondo piano Mohammed El Jamaj, 23enne, abita con il fratello: «Si sa che spaccano le porte. Io però non li ho mai visti di persona». —

Am.P.

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