Gazzetta di Reggio

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LA PROPRIETARIA PENTITA 

«Pensavo fossero pregiudizi ora mi sono dovuta ricredere»

AM.P.

La 62enne Antonella Incerti nel dicembre del 2016 ha acquistato un appartamento per il figlio in via Turri 33 «Col senno di poi non lo rifarei»

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REGGIO EMILIA. «Sono una proprietaria, ho avuto la “fortuna” di comprare un appartamento al numero civico 33. Le dicerie sulla zona della stazione ci sembravano pregiudizi o esagerazioni. Ora ammetto di essere pentita. Se noi proprietari dovremo pagare una guardia giurata, come ci hanno proposto, sarà il colmo».

Antonella Incerti, 62 anni, è un’ex dipendente comunale in pensione da appena un mese. L’idea di acquistare in via Turri 33 è venuta a lei e al marito perché «noi abitiamo qui vicino: lo abbiamo fatto per nostro figlio, che era precario, per renderlo autonomo e avere un appartamento a poco prezzo vicino al nostro. Abbiamo acquistato nel dicembre del 2016. Ma è ovvio che in questo momento sono amaramente pentita: non lo rifarei, con il senno di poi».

Con il passare del tempo difatti «abbiamo toccato con mano e vissuto in prima persona i fenomeni noti dei quali si parla tanto, ma assicuro che quando entrano nel quotidiano è un problema dietro l’altro: dal clandestino che dorme in cantina al furto, dalla mancata pulizia degli spazi comuni alla rissa davanti all’ingresso. Fino all’epilogo del maxi incendio. Per fortuna mio figlio non era presente: è all’estero per lavoro, tornerà domani e con tutta probabilità dovrà dormire da noi. Oggi sono venuta per vedere se riesco a salire accompagnata dalla polizia municipale a prendere le sue giacche invernali, altrimenti le dovrò ricomprare».

Incerti ha sottolineato che nel quartiere, «del quale volevamo far parte», non tutto è negativo. «Ci sono tante persone oneste, che non hanno altra colpa se non essere povere. Ben venga qualsiasi iniziativa che possa cambiare la situazione esistente. Spero che le autorità intervengano».

L’ultima voce, preannunciata ai proprietari in attesa di un’assemblea di emergenza, è la proposta di assoldare una guardia giurata per il controllo dello stabile, non più sigillato e quindi possibile preda di atti di sciacallaggio. «Noi siamo disponibili. Certo che pagare per vigilare sui nostri beni è il massimo», conclude Antonella Incerti. —

AM.P.

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