Rogo alla Dimora, il piromane è un minore
Denunciato dalla polizia un 17enne ospite della struttura, è lui ad aver appiccato l’incendio dando fuoco a un divano
II responsabile dell’incendio che ha semidistrutto la struttura di accoglienza per minori della Dimora d’Abramo, a Cavazzoli, ora ha un volto: si tratta di un minorenne italiano, proprio uno degli ospiti della comunità di accoglienza e recupero don Altana.
le indagini
In seguito all’incendio di mercoledì in via Normandia, la squadra mobile ha attivato un’indagine per ricostruire l’accaduto: l’ipotesi che si trattasse di un fatto doloso, infatti, ha preso piede fin dalle prime ore. Dopo aver acquisito diversi elementi utili, che gli agenti delle Volanti avevano segnalato durante l’intervento nell’immediatezza dell’incendio, gli investigatori sono così riusciti a raccogliere le prove necessarie per incastrare l’autore del fatto.
Il minore, italiano di 17 anni, è quindi stato denunciato in stato di libertà alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minorenni di Bologna e dovrà rispondere dei reati di danneggiamento seguito da incendio e lesioni personali colpose.
i fatti
Stando agli elementi raccolti dagli inquirenti, il rogo è partito da un divano al piano terra della struttura di accoglienza. Da lì le fiamme si sono rapidamente propagate per tutta l’area della comunità che ospita gli alloggi dei minorenni: ad appiccare l’incendio sarebbe stato proprio il 17enne, che ha utilizzato come innesco un mozzicone di sigaretta acceso.
Al momento dell’incendio nella comunità erano presenti dodici minorenni, oltre ad educatori, un responsabile e la cuoca. E solo la prontezza dei dipendenti della Dimora e il successivo intervento dei vigili del fuoco ha impedito una strage: quando i pompieri sono arrivati in via Normandia, hanno infatti trovato un edificio in fiamme dal piano terra fino al tetto, con una grande quantità di fumo che usciva dalle finestre spaccate dal calore.
soccorsi e feriti
Fortunatamente gli intossicati sono stati solamente due e in forma lieve: una educatrice e un richiedente asilo, che sono stati dimessi dopo poco senza conseguenze.
Tutti i minorenni invece – ragazzi in stato di difficoltà, minori non accompagnati o affidati a quella comunità come misura alternativa al carcere – sono stati trasferiti in altre strutture, nel Reggiano e nel Modenese. I danni sono stati enormi e buona parte dell’edificio non è agibile, si sono salvati solo gli uffici nella porzione retrostante. E anche se un conto preciso deve essere ancora fatto, si parla di migliaia di euro. —
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