«Tempi rapidi perché gli enti ci hanno creduto»
Un progetto delle dimensioni del polo arcetano richiede un percorso burocratico lungo e complesso. Con i rallentamenti del caso. «Per un’azienda è importante avere finanziamenti, ma prima di tutto è importante avere spazi. Se troviamo ostacoli in questo senso, lo sviluppo viene rallentato. In contemporanea, all’estero ci sono offerte molto attraenti, con pochi vicoli e bassa fiscalità» dice Rabboni. «Uno dei temi dell’Italia è proprio il cambiamento delle regole, stiamo cercando di lavorare in questo senso», riflette Manghi al proposito. «Per i tempi della pubblica amministrazione – aggiunge – questo progetto ha avuto uno sviluppo rapido, è un percorso in cui i nostri enti hanno creduto da subito e che abbiamo sostenuto in ogni modo. Ora siamo arrivati a conclusione, è un’opportunità importante per il territorio». Stessa lunghezza d’onda anche per il nuovo presidente della Provincia, Giorgio Zanni, e per il sindaco scandianese, Alessio Mammi, che dichiara: «Questo progetto porterà occupazione, segna la nascita di un polo agroalimentare unico a livello regionale e grazie alla scuola internazionale di cucina attirerà migliaia di persone, senza considerare l’indotto».
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