Alla Rondine una supercaldaia per togliere i cattivi odori
Rubiera, dal 2016 si sono moltiplicate le segnalazioni da parte dei residenti infastiditi. La ceramica ha aperto le porte a 50 cittadini
RUBIERA. Un nuovo strumento per risolvere definitivamente i problemi di odori legati alla ceramica “Rondine”. Mercoledì scorso la grande azienda di Rubiera, di recente acquistata dal gruppo Italcer, ha ospitato una visita di cittadini, amministratori e tecnici, chiamati a conoscere gli spazi produttivi della ceramica.
L’INCONTRO. Un’occasione per informare sulle attività messe in campo in questi mesi per risolvere la situazione di disagio con cui da tempo devono convivere molti residenti in zona. Dal 2016 si sono moltiplicate le lamentele per miasmi e aromi fortissimi e sgradevoli nel rubierese, un fenomeno dovuto ad una variazione del ciclo ceramico. Da allora si sono alternate analisi, raccolte dati, sperimentazioni, cambi di prodotti e tecnologie e la creazione di un portale dedicato alle segnalazioni, oltre che alla nascita di un tavolo permanente sul tema gestito dal Comune.
Mercoledì scorso la sede di via Emilia Ovest ha aperto le sue porte alle persone interessate, un incontro riservato a 50 utenti per questioni di spazi e sicurezza. I referenti della ceramica hanno fatto il punto sugli sforzi fatti in questi anni per abbattere l’impatto odorigeno, grazie all’introduzione di vari sistemi e all’utilizzo di tecnologie anche piuttosto dispendiose. E soprattutto hanno presentato il piano pensato per risolvere definitivamente la questione.
La soluzione potrebbe essere rappresentata da un post-combustore, un impianto di riscaldamento capace di alzare fortemente e rapidamente le temperature delle esalazioni del ciclo produttivo. Il termometro dovrebbe salire a soglie in cui i vari materiali perdono le loro caratteristiche fisiche, cancellate dal calore. Anche gli odori dovrebbero essere azzerati, evitando gli attuali fastidi. Si parla di un investimento massiccio, perché queste caldaie iper-tecnologie viaggiano nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro.
IL PIANO. L’impianto è stato ordinato, si punta a installarlo entro la fine del prossimo mese, il gennaio 2019, per avviare poi le fasi di sperimentazioni e i test di collaudo, così da stabilirne la compatibilità con le altre strumentazioni e l’efficacia nel ridurre o cancellare gli olezzi. Se tutto andrà come previsto, gli odori sgradevoli e difficili anche solo da sopportare potrebbero diventare un ricordo non particolarmente piacevole. I post-combustori non sono una novità assoluta, vengono utilizzati da tempo ma non nel comparto ceramico. Solitamente sono usati da chi si occupa di lavorazioni organiche, concerie, smaltimenti carcasse e in generale attività in cui la produzione provoca miasmi e fastidi per l’olfatto.
Quella della Rondine è una delle prime prove in un ciclo ceramico, se la soluzione si rivelasse completamente efficace potrebbe anche essere eventualmente duplicata in altre realtà alle prese con lo stesso problema, diventato di attualità in questi ultimi anni dopo l’ammodernamento delle tecnologie.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
