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Badante travolta, la misteriosa fuga dell’auto coinvolta nell’incidente

Tiziano Soresina
La scena dell'incidente in via Cisa Ligure dove è morta la bandante ucraina
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La scena dell'incidente in via Cisa Ligure dove è morta la bandante ucraina

Guastalla, il “pirata” non può non essersi accorto del tragico impatto Non ancora effettuata l’autopsia disposta dal pm Forte

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GUASTALLA. Nella straziante morte della badante ucraina 62enne Myroslava Styranivska – investita giovedì pomeriggio in via Cisa Ligure – c’è l’odioso coinvolgimento di un automobilista che non si è fermato dopo aver travolto e trascinato per almeno un centinaio di metri il corpo della donna.

 AUTO-PIRATA E FILMATI. La dinamica stessa dell’incidente mortale porta ad escludere che il conducente non si sia accorto di quanto accaduto, perché pochi attimi prima la badante è stata investita – mentre attraversava la strada spingendo a piedi la bicicletta – da una Lancia Musa guidata da una sessantenne di Gualtieri.Un impatto tremendo che ha scaraventato la donna nella corsia opposta dove stava sopraggiungendo proprio il mezzo poi dileguatosi. Un testimone oculare ha raccontato alla Polstrada di aver visto distintamente da un’auto – non di grosse dimensioni e di colore chiaro (forse grigia) – «spuntare un fagotto» che poi è rotolato sull’asfalto.

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Il corpo è sulla corsia che punta la periferia e porta all’argine del Po verso Gualtieri: la direzione con cui ha continuato la sua corsa l’auto-pirata. Una fuga che nasconde qualcosa? Era al volante un clandestino o un pregiudicato che non poteva essere al volante? La macchina non è assicurata? Con quell’auto era in corso un trasporto illegale? Sono solo alcune delle domande che ci si può porre davanti ad un comportamento così disumano. Comunque sgommando verso Gualtieri questa macchina può essere stata filmata dalle telecamere posizionate ai varchi dei paesi che costeggiano il fiume Po ed oltre: video ora al vaglio della polizia stradale di Guastalla che è coordinata in questa delicata indagine dal sostituto procuratore Giacomo Forte.

Come atto dovuto la gualtierese 60enne è iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale: una “mossa” giudiziaria necessaria in quanto il pm Forte ha disposto l’autopsia (non ancora effettuata) e quindi l’indagata potrà nominare un proprio consulente tecnico che segua l’esame autoptico.

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AUTOPSIA DECISIVA. Ed anche l’accertamento medico-legale ha un peso importante sull’inchiesta, perché potrebbe chiarire se il primo impatto sia stato mortale o abbia avuto un ruolo decisivo il trascinamento della seconda macchina. Il condizionale è d’obbligo perché si tratta di una valutazione per nulla facile.Sul ricercato pende già l’accusa di omissione di soccorso, ma la sua posizione potrebbe appesantirsi nel caso l’autopsia indichi come causa di morte il secondo devastante impatto.

 

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