I disabili della coop diventano stilisti con l’aiuto di Max Mara
Confcooperative premia il progetto di Atelier dell’Errore Big La realtà ospitata dentro la Collezione Maramotti di Reggio
REGGIO EMILIA. Intreccia arte, moda, cultura, sostegno e inclusione sociale e lavorativa di giovani disabili neuropsichiatrici: è per questo che “Atelier dell’Errore Big” di Reggio Emilia è stato premiato da Confcooperative Emilia Romagna come uno dei progetti cooperativi più innovativi nati nel territorio regionale. La cooperativa sociale è ospitata all’interno della Collezione Maramotti e occupa sette giovani lavoratori disabili, divenuti veri e propri disegnatori per il gruppo industriale Max Mara e, al tempo stesso, per tutto il mercato legato alle arti visive (disegno, pittura, scultura), delle arti applicate, del cinema, della grafica, dell’illustrazione e del teatro.
Il premio è stato consegnato a Bologna dal presidente di Confcooperative Emilia-Romagna, Francesco Milza, e dall’assessore regionale alle Attività Produttive, Palma Costi. Un riconoscimento alla cooperativa reggiana che ha premiato anche le grandi partnership che la neo impresa sociale ha saputo costruire, a partire da quella con Max Mara Fashion Group, il cui sostegno è stato decisivo per la realizzazione di un progetto imprenditoriale che amplia decisamente il lavoro già in atto da alcuni anni.
È proprio all’inizio degli anni 2000, infatti, che risalgono i primi laboratori realizzati dai promotori di Atelier dell’Errore Big, in collaborazione con l’associazione L’Indaco Onlus, al servizio dei reparti di Neuropsichiatria infantile dell’Ausl di Reggio Emilia, dai quali sono prepotentemente emerse le qualità poetiche, immaginative e creative di questi ragazzi, divenute poi il perno sul quale si è sviluppata una nuova possibilità di riscatto e di inclusione fondata proprio sulla produzione artistica. «È un’attività produttiva che genera professionisti e nuovi maestri che, cogliendo in pieno le sfide del mercato, mirano ad una produzione di eccellenza, assicurando al contempo inclusione» spiega Luca Santiago Mora, vicepresidente e direttore artistico della cooperativa sociale. «Tra gli esiti – racconta Simonetta Rinaldi, presidente della cooperativa – c’è stato l’emergere di qualità artistiche sorprendenti per gli stessi ragazzi». —
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